Ue e Fmi, doppio allarme sull'Italia. Il Fondo avverte

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Ma il Fmi si dice preoccupato dalla possibilità che la strategia del governo non sia "all'altezza delle ampie riforme necessarie". Insomma, l'Italia continua ad essere una sorta di spauracchio globale, capace di influenzare, negativamente, le altre economie. "Ed è per questo motivo che il governo è impegnato a ridurlo".

L'economia italiana ha rallentato e i rischi di recessione sono cresciuti.

"Apprezziamo l'equilibrio delle valutazioni sulla crescita economica del paese".

Tanto più importante, dunque, secondo l'organismo diretto da Christine Lagarde, puntare su riforme strutturali in grado di aumentare il potenziale della crescita economica: dal decentramento della contrattazione salariale, alla liberalizzazione dei mercati, alla riforma della Pubblica amministrazione alla modernizzazione delle procedure fallimentari.

Ma sono le misure bandiera dell'esecutivo gialloverde ad essere, ancora, nel mirino dell'Fmi.

Dopo parole di apprezzamento per i progressi sul fronte della revisione del regime di insolvenza e il dichiarato impegno al graduale rilancio degli investimenti pubblici, il Fondo si sofferma proprio su Quota 100 e reddito di cittadinanza. "Chi ha affamato popoli per decenni, appoggiando politiche di austerita' che non hanno ridotto il debito, ma hanno solo accentuato divari, non ha la credibilita' per criticare una misura come il Reddito di cittadinanza, un progetto economico espansivo di equita' sociale e un incentivo al lavoro". Sebbene i benefici siano finalizzati ai poveri, quelli aggiunti si riducono troppo rapidamente al crescere dei componenti del nucleo familiare, penalizzando le famiglie più numerose mentre i pensionati sono trattati in modo preferenziale. Di qui "l'urgenza di razionalizzare gli eccessi all'interno del sistema" previdenziale, "ad esempio, collegando strettamente le prestazioni ai loro contributi, mantenendo l'indicizzazione dell'eta' pensionabile all'aspettativa di vita e adeguando i parametri pensionistici" alle disponibilita'.

E positivo non è neppure il giudizio su Quota 100: "Sulla cosiddetta 'quota 100' sulle pensioni siamo preoccupati che ciò aumenterebbe il numero di pensionati, aumenterebbe la già elevata spesa pensionistica e ridurrebbe la partecipazione alla forza lavoro e la crescita potenziale". E' "improbabile", inoltre, "che l'ondata prevista di pensionamenti creerà altrettanti posti di lavoro per i giovani". Il timore in questo caso impatta sulla tenuta delle finanze pubbliche.

Per l'istituzione in nero c'è da valutare l'impatto sul Pil, senza contare che un forte impatto sul reddito "con benefici generosi, potrebbe anche spingere i lavoratori a basso reddito a smettere di cercare un'occupazione" con una ricaduta "nella trappola della povertà".

Infine le banche. Ad aprile scorso il sistema finanziario italiano "ha acquistato titoli governativi per 45 miliardi di euro, rafforzando il legame fra banche e debito sovrano". "L'aumento dello spread ha influito negativamente sui coefficienti di solvibilita' delle banche e delle compagnie di assicurazione".

Per il Fmi, le regole per il pensionamento anticipato sono state "allentate notevolmente".