Svezia, primo arto robotico impiantato nel corpo di una donna

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In Svezia un team internazionale ha eseguito il primo intervento di installazione di un impianto transradiale (sotto al gomito) stabile e permanente per il controllo di una mano robotica. Una donna di 45 anni ha ricevuto l'impianto a seguito di un intervento in Svezia, riporta online l'Ansa.

Ci sono i giovani ricercatori dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa dietro la mano robotica impiantata su una 45enne svedese.

Sono state impiantate in modo permanente, nell'avambraccio della donna, strutture in titanio che fanno da ponte fra la struttura ossea e le terminazioni nervose. L'impianto è stato sviluppato in Svezia dal gruppo coordinato da Max Ortiz Catalan, dell'azienda Integrum, in collaborazione con la Chalmers University of Technology. L'impianto include include sedici elettrodi inseriti nei muscoli, che estrapolando una quantità maggiore di informazioni garantiscono un uso e controllo più naturale della protesi. "Grazie a questa interfaccia uomo-macchina così accurata - ha osservato Cipriani - e grazie alla destrezza e al grado di sensibilità della mano artificiale, ci aspettiamo che nel giro dei prossimi mesi la donna riacquisisca funzionalità motorie e percettive molto simili a quelle di una mano naturale".

Il progetto - lavoro combinato della Scuola Superiore Sant'Anna e dell'Istituto di BioRobotica - è stato finanziato dalla Commissione Europea, nell'ambito di Horizon 2020, programma europeo di ricerca e innovazione. Parallelamente, in un ambiente di realtà virtuale, sta reimparando a controllare la mano robotica che, nelle prossime settimane, potrà portare a casa e usare quotidianamente.

Il professore aggiunge che "questo non sarà l'unico impianto previsto: sono partite in Italia le attività per il reclutamento di un secondo paziente per un nuovo intervento chirurgico in programma all'Università Campus Bio-Medico di Roma, che verrà effettuato da team clinici del Campus Bio-Medico e dell'Istituto Ortopedico Rizzoli". Per questo motivo al momento è difficile prevedere i tempi del prossimo intervento. Alla scadenza lascerà in eredità ai partner industriali una tecnologia sviluppata per nuove mani robotiche e nuovi impianti. Ulteriori interventi, che permettano di trasformare questi impianti in interventi di routine, potranno dipendere da queste aziende e da nuovi eventuali investitori.