Corruzione, l'Italia migliora ma è pur sempre 53 nella classifica mondiale

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Per Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia, continua dunque il miglioramento iniziato da "quando è uscita la prima legge anticorruzione, nel 2012". "Le nuove norme sul finanziamento alla politica vanno in questa direzione ma, senza regole sulla trasparenza di chi cerca di influenzare la decisioni pubbliche e quindi delle attività di lobbying, non potranno mai essere pienamente efficaci. Ci auguriamo quindi che il governo intervenga al più presto anche su questo tema".

Dal 2012, dice il rapporto, L'Italia è uno dei pochi Paesi che hanno migliorato in modo significativo il proprio punteggio, ma resta comunque tra gli ultimi in Europa.

Sono migliorati l'Estonia, la Costa d'Avorio, il Senegal e la Guyana mentre hanno subito un peggioramento Australia, Cile, Malta e Messico.

In vetta alla graduatoria, si scambiano il metallo delle medaglie ma si confermano la Danimarca e la Nuova Zelanda, che invertono le posizioni rispetto all'anno scorso con rispettivamente 88 e 87 punti. Nessuna sorpresa anche nelle parti basse del ranking: Somalia, Sud Sudan e Siria si posizionano agli ultimi posti con rispettivamente 10, 13 e 13 punti. Nelle prime 50 posizioni, tra le nazioni meno corrotte, troviamo tutti i Paesi più industrializzati, ma anche Stati in via di sviluppo come la Namibia e il Botwsana.

"Oggi credo che possiamo ritenerci soddisfatti". Il Paese sta facendo dei notevoli passi avanti.

Si è tenuta questa mattina presso la sede dell'Autorità Nazionale Anticorruzione la presentazione della 24esima edizione dell'Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International. In Italia, spiegano ad esempio da Transparency, il numero di condanne per corruzione è tutto sommato basso, per via dei termini di prescrizione e del ricorso al patteggiamento. "Dal 2013 è cominciata una lenta ma graduale salita che io credo vada spiegata soprattutto con il fatto che nel Paese si avverta la presenza di un meccanismo di contrasto alla corruzione: una magistratura più attiva, l'avvio di una politica di prevenzione della corruzione".

C'è poi da considerare quanto la "percezione" sia dirimente per chi deve fare scelte d'affari, come ad esempio avviare un impresa in un Paese estero o farvi un investimento.

Per esempio, le banche svizzere e altri intermediari e "facilitatori finanziari" svolgono regolarmente un ruolo importante nel riciclaggio di denaro e la corruzione secondo Transparency, che cita i casi del fondo malaysiano 1MDB o di Odebrecht e Petrobras in Brasile.

Tuttavia, la stessa associazione promotrice dell'indagine ammette che nel settore pubblico rimangono alti livelli di corruzione, mancanza di trasparenza e conflitti d'interesse che rendono ancora un obiettivo da raggiungere la riconquista della fiducia dei cittadini.