Draghi, rischi su Eurozona, prospettive al ribasso

Regolare Commento Stampare

Nel corso della conferenza stampa, ricorda Mps, Draghi ha dichiarato che il tema dei finanziamenti Tltro "e' stato menzionato da diversi membri, ma che la riunione e' stata incentrata piu' sulla valutazione delle condizioni economiche e non sulle decisioni di politica monetaria".

Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso oggi di mantenere invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. La Bce ha confermato che i tassi di interesse rimarranno fermi fino all'estate del 2019. Infatti, "i rischi per le prospettive si sono mossi verso il basso" e si prevede che l'inflazione dell'eurozona "rallenti nei prossimi mesi" soprattutto per un calo dei prezzi del petrolio. Anzi si stanno annerendo ancora di più. "Oggi - ha aggiunto Draghi - più che altro abbiamo discusso di dove ci troviamo (sulla congiuntura economica-ndr), del perché ci siamo arrivati e sul quanto durerà". Draghi ha spiegato che "nell'analisi dei governatori non appare un evento probabile una recessione nell'Eurozona nel suo insieme", aggiungendo che le condizioni cambiano da Paese a Paese. Inoltre Draghi vede in fattori geopolitici esterni e la minaccia del protezionismo elementi negativi che "pesano sul sentimento economico". Il Consiglio direttivo della Bce "intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse". In particolare, le proteste dei gilet gialli hanno causato la maggiore contrazione dell'economia francese da novembre 2014, mentre le imprese tedesche hanno riportato il loro momento più difficile in quattro anni, causato dal primo declino del settore manifatturiero dal 2014, che a sua volta riflette il crollo maggiore delle esportazioni in sei anni. "Pertanto, ci aspettiamo che la riunione del 7 marzo sarà di maggiore rilievo, in quanto in tale occasione il consiglio riesaminerà l'equilibrio dei rischi: Le precedenti previsioni di crescita della BCE dell'1,7% sia per il 2019 che per il 2020 appaiono ottimistiche e molto probabilmente saranno riviste al ribasso" conclude Aneeka Gupta. La decisione è in linea con le attese del mercato.

"Il settore bancario" nell'Eurozona "è molto più solido rispetto all'inizio della crisi", ha voluto poi sottolineare Draghi, specificando anche che "la Bce non ha esaurito tutte le sue munizioni e la sua cassetta degli attrezzi è sempre lì".