Draghi: 'Timori per l'Eurozona, ma rischio di recessione è basso'

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Rischi anche dalla Brexit: "Lunghe trattative rappresentano un rischio per la crescita economica".

Stabili quindi il tasso sui rifinanziamenti principali a sette giorni a zero, quello sui depositi overnight a -0,40% e quello sui prestiti marginali a 0,25%. Draghi ha aggiunto che "la persistenza dell'incertezza, in particolare su fattori geopolitici e sul rischio di protezionismo commerciale, pesano sul clima". Una decisione largamente attesa ed anche in qualche modo scontata, considerando le prospettive di crescita più basse confermate nei giorni scorsi dal FMI.

Per questo "è ancora necessario un significativo stimolo monetario per sostenere l'inflazione" nell'Eurozona, ha sottolineato segnalando che l'inflazione nei prossimi mesi "rallenterà" a causa del calo dei prezzi del petrolio.

L'istituto di Francoforte intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza "per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento" e in ogni caso "finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario". Nel corso della conferenza stampa il presidente Mario Draghi ha però ammesso che i rischi sull'economia non sono più bilanciati, ma al ribasso, come dimostra il trend più debole dell'economia.

Per Antoine Lesné, responsabile Strategia e Ricerca Emea di Spdr Etfs, infine, la Bce "ha a disposizione altri strumenti per far sì che l'inflazione core raggiunga nuovamente livelli più elevati, intorno allo 0,9% - 1%" e si attende che l'euro "si indebolisca ulteriormente e che i rendimenti sovrani "core" rimangano nel range basso visto di recente, prima di assistere a notizie più positive su altri fronti globali".

Draghi ha inoltre parlato della situazione delle banche: Secondo il presidente della Bce, infatti, nell'Eurozona "Il settore bancario è molto più solido rispetto all'inizio della crisi", aggiungendo che la Banca centrale europea è pronta ad intervenire in caso di necessità.

La Bce ha confermato che i tassi di interesse rimarranno fermi fino all'estate del 2019.