Prospezioni nel Mar Ionio, Stea: "Ennesimo tradimento dei 5 Stelle"

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La polemica e' scoppiata a seguito della denuncia dei Verdi, in particolare di Angelo Bonelli, che ieri ha reso noto l'ok da parte del Mise a tre nuovi permessi di ricerca petrolifera nel mar Ionio su una superficie complessiva di 2200 chilometri quadrati a favore della societa' americana Global Med Llc, con sede legale in Colorado, Usa. Queste 'ricerche di idrocarburi' (che non sono trivellazioni) erano state autorizzate dal governo precedente e in particolare dal ministero dell'Ambiente del ministro Galletti che aveva dato una Valutazione di impatto ambientale favorevole. Ed hanno promesso che sarà presto approvata una legge che renderà difficili o impossibili nuove trivellazioni. "Non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro paese e i nostri mari e mai lo farò - ha detto, aggiungendo che - Anche se arrivasse un parere positivo della Commissione Via, non sarebbe automaticamente una autorizzazione". Lo rimarcano anche gli otto consiglieri regionali pentastellati, che bacchettano a muso duro Emiliano accusandolo di "buttarla in caciara ben sapendo che le più grandi beffe ambientali per questo territorio, dalle autorizzazioni per le trivellazioni così come TAP, sono state firmate dal governo del suo partito, il Partito Democratico". Ve ne ho già parlato il 30 dicembre in questo post. "Voglio che sia chiaro". Non potevamo e non possiamo assistere passivamente ai continui tentativi di avviare ricerche petrolifere sottomarine davanti a coste che hanno nel mare la propria ricchezza turistica. E per provarlo annuncia l'intenzione di bloccare i 40 permessi pendenti e di incontrare i comitati No Triv, già convocati per domani. È quanto dichiara il presidente della Regione Michele Emiliano con riferimento alle nuove autorizzazioni rilasciate il 31 dicembre 2018 per la ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio: la Regione Puglia impugnerà i suddetti permessi di autorizzazione alla ricerca. 38 della legge Sblocca Italia, voluta da Renzi che consente di unificare l'autorizzazione di ricerca con la concessione ad estrarre idrocarburi, ma come ha fatto con Ilva ha confermato per intero quello che ha fatto il precedente governo. Non poteva fare altrimenti, perché altrimenti avrebbe commesso un reato.

E il Governo accenna quindi a un'improvvisa retromarcia: "Si tratta di permessi dati dal precedente governo sui quali manca ancora il via libera della commissione tecnica", spiega il ministero dell'Ambiente. Quando il Pd ha dato l'ignobile parere favorevole un anno e mezzo fa, nessun giornale aveva messo la notizia in prima pagina. Come riporta Repubblica, Bonelli evidenzia che l'attuale ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, "non dice che i suoi uffici hanno dato pareri positivi per le trivellazioni in Adriatico e alla Shell nell'area del Parco nazionale Appennino lucano Val d'Angri-Lagonegrese". "Di quelle cose non si è tenuto conto, e per questo noi ci rivolgeremo alla Procura di Roma". E' questa la dura reazione del governatore della Puglia, Michele Emiliano, sulla vicenda trivelle. Ma non sarà 'un ricorso contro Di Maio', bensì sarà un ricorso di un governatore del Pd contro una autorizzazione rilasciata dal Pd. Sono contento - ha aggiunto Di Maio -, non chiedo altro, spero che un giudice blocchi quello che da qui non potevamo bloccare senza commettere un reato a carico del dirigente che doveva apporre la firma. "Nulla di nuovo direte voi!".