Pernigotti, Di Maio: marchio e lavoratori devono continuare

Regolare Commento Stampare

"Continuiamo a seguire con la massima attenzione la vicenda legata alla Pernigotti e siamo impegnati a individuare soluzioni che consentano di tutelare i posti di lavoro". "Vedremo che aria tira - ha detto Di Maio - di sicuro non possono raccontarci che non hanno trovato niente e che tutto torna alla soluzione originale (la chiusura dello stabilimento, ndr)". Così il ministro del Lavoro Luigi Di Maio nell'incontro con i lavoratori e sindacalisti della Pernigotti nello stabilimento di Novi Ligure.

La vertenza della Pernigotti "é una lunga maratona, si deve conquistare un miglio alla volta".

A proposito della legge per la tutela del Made in Italy, Di Maio che il testo è quasi pronto e che il testo normativo "tutelerà la presenza dei marchi sul territorio italiano, che non potranno essere oggetto di "spezzatino", prendendo il marchio e lasciando a casa i lavoratori". L'azienda, proprietà dei fratelli Ahmed e Zafer Toksöz (a capo di una multinazionale attiva su più comparti, in primis quelli farmaceutico e vinicolo), "non ha cambiato la propria posizione rispetto all'inizio della vertenza", spiega il segretario Marco Malpassi: "Ha aperto la procedura, ha annunciato di voler chiudere lo stabilimento, nel frattempo ha nominato un advisor e ha promesso un piano di reindustrializzazione, verso il quale però abbiamo molti dubbi". "Non si può dividere questo marchio dai lavoratori che ne hanno costruito la storia". Ora quindi sono fiducioso: il governo si batterà, farà tutto il possibile, se sarà necessario con leggi per salvare i lavoratori e le loro famiglie. "Siamo disponibili a dare tutti gli strumenti affinché ci sia la garanzia che la proprietà faccia sul serio".

Il ministro e il suo entourage incontreranno la stampa e ascolteranno gli interventi dei lavoratori in sciopero dal 7 novembre contro la decisione della proprietà che punta a esternalizzare la produzione e ha chiesto la cassa integrazione per cessazione aziendale. "Noi lavoreremo per agevolare al massimo il lavoro dell'advisor e allo stesso tempo per tutelare il reddito e il lavoro di centinaia di persone".