Statali e Quota 100, la buonuscita sarà congelata fino a otto anni

Regolare Commento Stampare

E' da sottolineare, comunque, che Quota 100 sarà una scelta volontaria di ciascun lavoratore, non vi sarà alcun obbligo di aderire. La versione quota 100 continua a mutare e per questo a far discutere.

È stato annunciato ieri, 5 gennaio 2018, che è pronta la bozza del decreto legge collegato alla manovra che contiene tutte le ultime novità su pensioni, Quota 100 e le altre misure che il Governo ha deciso di adottare per superare la Legge Fornero. Vista la specificità del rapporto d'impiego nella Pubblica Amministrazione, infatti, viene stabilito che coloro che maturato i requisiti entro il 31 marzo 2019 conseguono il diritto alla pensione a partire da luglio 2019. Questa riforma avrà un costo che inizialmente ammontava a 6,7 miliardi per il 2019, ma che molto probabilmente sarà ridotto a 4 miliardi e 7 nel 2020.

In attesa di possibili modifiche al testo del decreto, possiamo quindi vedere come funziona Quota 100, quali sono le tempistiche previste per andare in pensione in anticipo e quali sono le "penalizzazioni" introdotte dal Governo. La prima finestra per i privati è aprile 2019 mentre la prima per i pubblici è luglio 2019. In altri termini, il dipendente pubblico riceverà la liquidazione nel momento in cui avrebbe maturato il diritto al pensionamento secondo le norme della Fornero ossia 67 anni di età, o 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva. Come abbiamo già avuto modo di spiegare le due misure attingono dagli stessi stanziamenti.

In cambio l'azienda che dovrà farsi carico anche di continuare a versare i contributi previdenziali fino alla pensione di vecchiaia o anticipata dei lavoratorii in uscita, potrà però dedurre dal reddito gli oneri sostenuti. L'indennità è pari all'importo della rata mensile della pensione, calcolata al momento dell'accesso alla prestazione oppure pari a €1500.

In pratica durante il triennio 2019-2021 si potrà andarein pensione anticipata a 62 anni di età e 38 di contributi.

La nuova "opzione donna" consentirà - alle dipendenti nate entro il 1959 e alle autonome entro il 1958 - di andare in pensione con l'assegno calcolato col metodo contributivo. Lo prevede una bozza del provvedimento intitolato "Decreto legge contenente disposizioni relative all'introduzione del reddito di cittadinanza e a interventi in materia pensionistica", al vaglio dei tecnici del governo gialloverde.

La misura volta a favorire il "ricambio generazionale" prevede il ricorso a Fondi di solidarietà bilaterali costituiti da imprese e sindacati per garantire l'assegno di accompagnamento a partire dall'età di 59 anni con 35 di contributi.

Per il reddito di cittadinanza si conferma il coinvolgimento di tutta la famiglia che, ha confermato il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, deve mandare i figli a scuola, oltre a entrare in un programma di reinserimento nel mondo del lavoro. "Stiamo parlando con Abi per trovare soluzione più favorevole". "Vorremmo inoltre capire se il decreto conterrà effettivamente la proroga dell'Ape sociale e di Opzione donna, e un intervento risolutivo per gli esodati". Questa facoltà è esercitabile per un periodo non superiore a cinque anni anche non continuativi.