Gli Uffizi alla Germania restituiteci l'opera rubata dai nazisti

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Il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt (tedesco), ha pubblicato un appello chiedendo che la Germania restituisca al museo il Vaso di Fiori, un quadro del pittore olandese Jan van Huysum che fu rubato dai nazisti nel 1943 e sparì. "Anzichè continuare a perpetrare questo furto, diventate dei veri e propri eroi riportando a Firenze il capolavoro di Jan Van Huysum". Dell'opera si sa tutto, a partire dall'autore: Jan van Huysum, artista olandese attivo tra 600 e 700 e grande specialista in nature morte.

All'inizio della Seconda Guerra mondiale la reggia fu evacuata e il quadro in questione venne portato nella villa medicea di Poggio a Caiano. Nel 1943 fu spostato nella villa Bossi Pucci, a Firenze, e successivamente prelevato dai soldati tedeschi insieme ad altre opere per essere trasferito a Castel Giovo, vicino a Bolzano. L'opera trafugata finì in Germania, ma se ne persero successivamente le tracce.

Nel 1991, poco dopo la riunificazione tedesca, il "Vaso di fiori" tornò sulla scena.

Dure le parole del direttore Schmidt: "A causa di questa vicenda che intacca il patrimonio delle Gallerie degli Uffizi, le ferite della seconda guerra mondiale e del terrore nazista non sono ancora rimarginate".

Attualmente una riproduzione fotografica in bianco e nero del dipinto, realizzata da Alinari, è stata simbolicamente esposta nella Sala dei Putti, corredata dalla scritta in tre lingue, italiano, inglese e tedesco, "rubato", con relativa didascalia che spiega dove si trovi al momento il dipinto.

Schmidt sostiene che la Germania debba cambiare le leggi sul tema: "La Germania dovrebbe abolire la prescrizione per le opere rubate durante il conflitto e fare in modo che esse possano tornare ai loro legittimi proprietari". Diversi intermediari hanno tentato più volte di mettersi in contatto con le autorità in Italia chiedendone un riscatto. Una richiesta di tale assurdità che recentemente, dopo l'ultima oltraggiosa offerta, la procura di Firenze ha aperto un'indagine: il quadro infatti è già di proprietà dello Stato Italiano, e pertanto non è alienabile né acquistabile.

"Per la Germania esiste comunque un dovere morale di restituire quest'opera al nostro museo: e mi auguro che lo Stato tedesco possa farlo quanto prima, insieme, ovviamente, ad ogni opera d'arte depredata dall'esercito nazista", ha proseguito nel suo appello. Hanno toccato la pietra, quindi non c'era pericolo di incendio, ma sulla facciata ci sono anche le finestre in legno, sia pur trattate in maniera ignifuga: "cosa che rallenterebbe un incendio, ma non potrebbe escluderlo".