Napoli, Giuntoli: "Mendes ci propose CR7, ma per noi era fuori portata"

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Non ci credevo al suo arrivo, nel senso che non pensavo che un allenatore di quel livello potesse accettare Napoli con tale entusiasmo. Una famiglia splendida. Con me non è mai stato arrogante, non ha mai alzato la voce, ha sempre un grande approccio nei miei confronti. Adesso ho la fortuna di lavorare con Ancelotti che mi sta dando grande amore e soddisfazioni. Non capivo più niente: "ovviamente accettai".

Sì, ci hanno proposto Cristiano Ronaldo. Le mie categorie di appartenenza sono state quelle basse, massimo Dilettanti e Serie C. Giocavo ed allenavo nel settore giovanile, aveva aperto una scuola calcio internazionale, facevo camp in tutto il mondo, sono stato ovunque. "Lo presi subito, era tipo febbraio o marzo, sono stato anche fortunato". "Mi dissero di essere interessati a me". "Peccato, poi l'anno dopo andò al Bayern Monaco". Con Carlo siamo una grande coppia, è molto sicuro e per questo ha vinto. Ancelotti è molto sicuro, ha vinto per questo. È stata una grande intuizione del presidente. Ha sposato in pieno la causa, la città, sta benissimo a Napoli.

In un'intervista rilasciata a Sky Sport, il direttore sportivo del Napoli Cristiano Giuntoli è tornato a parlare della possibilità di prendere CR7: "Ci è stato proposto, abbiamo un grande rapporto con Jorge Mendes dai tempi di Faouzi Ghoulam e del suo rinnovo di contratto. Ci aiuterà a crescere ancora di più".

Nomi come Cavani non sono coerenti con la filosofia del Napoli. La cosa assurda e che, quando arrivò Ancelotti, me lo chiese e lo spagnolo era praticamente l'unico calciatore che avevamo già firmato. È stata una coincidenza incredibile.

TOLISSO - "Il rimpianto più grande?" Doveva venire a fare le visite, poi il Lione passò i preliminari di Champions e il ragazzo decise di rimanere lì fino alla fine della stagione.

Milik? "Lo portai a Capri, perché se l'avessi fatto venire qui (Castel Volturno, ndr) avevo paura potesse avere un contraccolpo". Qualcuno dice che Sarri avrebbe voluto portarlo con sé al Chelsea: "Ci sentiamo spesso e sicuramente lui ha bisogno di una persona di fiducia che gli faccia da cuscinetto con la proprietà e con lo spogliatoio, ma come penso sia per tutti gli allenatori". Per noi però era un po' fuori portata. Lo propose sia a De Laurentiis che a me, io rimasi zitto: "quando approfondimmo, ci rendemmo conto che era un'operazione fuori portata". Che secondo me in questo momento è la squadra più forte d'Europa, che mettersela dietro sarebbe un sogno. Ma se io penso che ce l'ho fatta con il Carpi contro il Lecce nel 2013 (Giuntolo lavorava per gli emiliani e andarono in Serie B vincendo la finale playoff, ndr), ce la posso fare anche con la Juve. "È qualcosa di difficilissimo, ma dobbiamo e vogliamo crederci".

Il nuovo anno molto probabilmente porterà a Giuntoli una conferma, ovvero la permanenza al Napoli, come lui stesso ha confermato: "Sì, siamo molto vicini, io sono contento di rimanere, mi trovo benissimo a Napoli e con la proprietà, lo stesso vale per l'allenatore".