Londra Gatwick: la Polizia arresta due persone per i droni sulla pista

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La legge britannica vieta di far volare i droni nel raggio di un chilometro dagli aeroporti: e ieri la stessa premier Theresa May ha ricordato che la pena per i trasgressori prevede fino a cinque anni di carcere.

Decine di aerei negli ultimi due giorni sono stati dirottati verso altri scali della Gran Bretagna a causa dell'avvistamento di droni sulla pista principale. Ma il suo datore di lavoro, John Allard, sostiene che all'ora incriminata stava lavorando.

La persistente drone crisi a Gatwick, situato a 30 miglia (45 km) a sud di Londra, e che serve a 43 milioni di passeggeri all'anno, ha avuto effetti a catena in tutto il trasporto aereo internazionale sistema. In passato Crawley è stata teatro di diverse manifestazioni di attivisti verdi che protestavano contro la costruzione di una seconda pista.

Dell'uomo si sa che è un installatore di finestre appassionato di droni ed elicotteri radiocomandati. Per la giornata di sabato l'obiettivo è stato "rispettare il piano dei 757 voli previsti". Finora le indagini hanno portato a poco o niente: due persone arrestate sono state rilasciate domenica e finora non sono stati realizzati altri arresti. "La sicurezza è la nostra priorità, ringraziamo i passeggeri per la loro pazienza e continuiamo a lavorare per farli arrivare alla loro destinazione prima di Natale", ha assicurato il portavoce. L'opposizione ha attaccato il governo Tory accusandolo di "aver perso così tanto tempo a prepararsi per un no deal sulla Brexit" che ha sottovalutato rischi ben noti dando prova di "grave incompetenza".

Dei droni si sa davvero poco, a parte che erano di "rilevanza industriale" ha fatto sapere la polizia, da cui si deduce che non fossero piccoli e forse anche di un modello più sofisticato.