Carige, si dimettono Reichlin e Mincione

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E' l'astensione dal primo azionista della banca, la Malacalza Investimenti, socio con il 27,7%, che in sede di voto viene equiparata a un no e quindi fa saltare l'aumento di capitale. La riunione è in corso da questa mattina a Genova. Una mossa che ha fatto mancare il quorum deliberativo per l'operazione, che era necessario, perché la ricapitalizzazione passasse, nell'ordine dei due terzi dei partecipanti.

Senza il voto del principale azionista, che vale il 69% circa del capitale presente all'assemblea, l'aumento non potrà essere finalizzato e il rendimento del bond da 320 milioni acquistato dallo Schema volontario del Fondo interbancario salirà dal 13 al 16%. Lucrezia Reichlin ha motivato le dimissioni "alla luce delle mutate circostanze che non le consentono di svolgere il proprio ruolo, accettato per dare un contributo al risanamento della Banca, con l'impegno e la convinzione che lo stesso richiede".

Carige, nel prendere atto delle dimissioni, ringrazia Lucrezia Reichlin e Raffaele Mincione per l'impegno profuso nell'attività svolta a favore della banca. "Entrambi, precisa una nota, erano amministratori non esecutivi; non erano destinatari di deleghe, per quanto a conoscenza della societa', non risultano titolari di azioni della societa' stessa e non ha diritto ad indennita' o altri benefici conseguenti la cessazione della carica". È il riassunto dei giorni di vigilia di Natale per Banca Carige: un effetto a catena cominciato sabato 22 dicembre con l'astensione di Malacalza Investimenti in assemblea che ha rimandato la decisione sull'aumento di capitale a dopo la presentazione del piano di risanamento, atteso a febbraio.