Melegatti risorge dalle ceneri: a ruba i pandori

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Appena sette mesi fa era un'azienda fallita, ora ha sfornato e venduto 500mila pandori a tempo di record.

Anche quest'anno gli italiani potranno avere in tavola lo storico pandoro Melegatti. "È evidente che non rimarremo a 35", ha sottolineato Roberto Spezzapria, presidente dell'omonimo gruppo, che ha rilevato l'azienda attraverso Sominor srl, società nell'orbita della famiglia berica, che controlla Forgital Group.

La seconda vita della Melegatti può contare sulla generosità degli italiani, e dei veneti in particolare.

Anche se i primi pandori sono stati prodotti da terzisti, tanti sono stati i clienti arrivati nello spaccio aziendale di San Giovanni Lupatoto e la nuova direzione non li ha voluti deludere. Che, laddove hanno potuto, hanno acquistato un pandoro Melegatti.

Se Melegatti è ritornata in pista, una parte del merito va agli 'angeli del lievito', Matteo Peraro e Davide Stopazzoni, due dipendenti che anche quando lo stabilimento era chiuso, senza percepire stipendio o rimborsi hanno continuato ogni giorno a nutrire il lievito madre, che dev'essere coltivato quotidianamente, ed è alla base dei dolci da lievitazione. Quel lievito, spiega, "è qualcosa di unico, e forse ha anche più di 124 anni di storia perché forse esisteva già prima della fondazione della ditta, utilizzato da Domenico Melegatti nella sua prima pasticceria". L'azienda ha assorbito 35 dipendenti a tempo indeterminato.

Il governatore del Veneto Luca Zaia parla di un "gran regalo di Natale".