Gilet gialli: Macron, via tassa per 2019 - Clima

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Dilaga sui social francesi la foto di un soldato armato di fucile su un tetto nella zona dell'Arco di Trionfo mentre sono in corso gli incidenti di sabato scorso con i gilet gialli. "I nostri peggiori timori sono stati confermati: è il terzo weekend di blocchi, che comportano grosse perdite per tutto il settore" ha detto all'Afp Jacques Creyssel, rappresentante dell'associazione dei dettaglianti. Il tema della redistribuzione del reddito è di sicuro una delle questioni di fondo sottesa alla protesta, come dimostrano le rivendicazioni raccolte dall'ultimo sondaggio dell'istituto Harris, effettuato nella giornata di domenica e lunedì. Non è chiaro cosa succederà, le ipotesi fatte dai più grandi colossi della stampa economica sono molteplici (da WallStreetItalia al Sole24Ore il panorama è confuso). Con la conseguenza che le politiche pubbliche si sbilanciano verso le metropoli. Ma tali modelli non sono certo alla portata dei lavoratori della Francia periferica, che non possono permettersi il caro vita dei parigini ecologisti progressisti à la Macron, per intenderci.

Correnti molto miti provenienti dall'Atlantico hanno innalzato notevolmente le temperature minime sulla Francia, determinando in alcuni casi dei record storici di caldo insolito in questo mese di Dicembre.

Il movimento dei Gilet Gialli, anche se - analogamente a quanto era avvenuto in Italia nel caso dei "Forconi" - nasconde la propria collocazione politica, fa riferimento all'estrema Destra di Marine Le Pen. I rivoltosi non sono quindi i soliti figli di papà del genere The Dreamers e e nemmeno i maghrebini di seconda o terza generazione delle banlieu, ma francesi che si ritengono per certi versi i veri francesi.

"Proponiamo dei gesti di riconciliazione per tornare al tavolo", ha detto.

Alla fine il movimento di protesta francese dei Gilet gialli sembra averla spuntata: il primo ministro Édouard Philippe ha annunciato ieri una moratoria di 6 mesi sull'aumento delle tasse sui carburanti e il blocco delle tariffe di luce e gas. Impossibile rispondere. In questo contesto è possibile affermare che Macron sia vittima del suo successo. Una delle ragioni che hanno portato al potere il presidente francese è stata la crisi profonda dei corpi intermedi e la sua capacità di parlare direttamente con una parte della nazione, che si è riconosciuta in primo luogo nel suo personaggio, e in secondo nel suo messaggio. Ma senza sindacati, senza partiti, senza diaframmi tra il potere e l'elettorato, se la rabbia popolare cerca di esprimersi ha soltanto un bersaglio: il presidente della Repubblica.