La nave Aquarius chiude: il triste annuncio di Medici Senza Frontiere

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Nessuno Stato ha concesso la bandiera alla nave Aquarius e, dopo due mesi ferma in porto a Marsiglia, la sua attività è costretta a uno stop. "Una scelta dolorosa, ma purtroppo obbligata, che lascerà nel Mediterraneo più morti evitabili, senza alcun testimone" dicono le Ong. La nave umanitaria, rimasta senza bandiera, è al centro di un'inchiesta avviata dalla Procura di Catania, guidata dal pm Zuccaro: la nave delle ong è stata accusata di aver scaricato per 44 volte in 11 porti italiani 24mila kg di rifiuti pericolosi a rischio infettivo trattandoli come se fossero rifiuti urbani.

La fine di Aquarius - denunciano da Medici Senza Frontiere - "vuol dire più morti in mare, più morti evitabili che avverranno senza alcun testimone". Insieme alle inadeguate e inumane politiche migratorie dell'Unione Europea, questa campagna contro le organizzazioni in mare sta minando il diritto internazionale e i principi umanitari.

"Oggi l'Europa supporta direttamente i rimpatri forzati, mentre celebra presunti successi sulla migrazione" aggiunge Claudia Lodesani, presidente di MSF. "Finché le persone continueranno a morire in mare o a subire atroci sofferenze in Libia, cercheremo nuovi modi per fornire loro l'assistenza umanitaria e le cure mediche di cui hanno disperatamente bisogno". Aquarius è stata perciò posta sotto sequestro.

"È un giorno buio" ha detto Gabriele Eminente, direttore generale di MSF, "non solo l'Europa ha fallito nel garantire la necessaria capacità di ricerca e soccorso, ma ha anche sabotato chi cercava di salvare vite umane". Da febbraio 2016 la nave ha dato soccorso a circa 30mila persone nelle acque internazionali tra Libia, Malta e Italia, rivendicano le due organizzazioni, che stimano siano stati 2.133 morti nel Mediterraneo nel corso del 2018. "Bene così". La convinzione è che l'attività delle ong finisca per aiutare i trafficanti di uomini.