Perché Washington ha fatto arrestare la direttrice finanziaria di Huawei

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L'arresto di Meng Wanzhou rischia peraltro di dar vita a una vera e propria crisi diplomatica: l'ambasciata cinese ha chiesto il rilascio della donna, sostenendo che l'operazione condotta dagli USA rappresenta una violazione dei diritti umani, mentre Huawei nega di essere al corrente di alcun illecito commesso dalla direttrice.

L'arresto di Wanzhou, figlia del fondatore della società, è destinato probabilmente ad aumentare le tensioni tra Usa e Cina nel campo tecnologico, dopo la recente tregua sui dazi. Domani, venerdì 7 dicembre, è prevista l'udienza in cui il giudice deciderà se rilasciarla su cauzione. L'arresto è stato richiesto degli Usa, che intendono chiedere l'estradizione. L'azienda ha specificato che "non sono a conoscenza di illeciti" e che "sono state fornite poche informazioni riguardo le accuse". Huawei, uno dei più grandi produttori cinesi di telefonini, è finita nel mirino delle autorità americane anche per timori legati alla sicurezza: l'acquisto e l'uso di telefonini Huawei è stato vietato nelle agenzie governative.

Meng Wanzhou aveva iniziato a lavorare come segretaria per Huawei nel 1993, molto prima che il gruppo diventasse il gigante delle telecomunicazioni che è oggi.

Negli Stati Uniti le attività di Huawei sono state limitate, già dallo scorso aprile, su volere del presidente Donald Trump, preoccupato dall'ascesa del colosso cinese e dal conseguente (potenziale) indebolimento dei concorrenti statunitensi.

Huawei: "Siamo fiduciosi dell'imparzialità dell'autorità" - "Siamo convinti e fiduciosi che le autorità canadesi e statunitensi raggiungeranno senza dubbio una conclusione corretta e imparziale". L'arresto ha dato il colpo di grazia alle Borse asiatiche, aggiungendo un nuovo elemento di incertezza allo stop and go nei negoziati commerciali fra Stati Uniti e Cina.