Tav, imprese siglano il 'patto di Torino': "Pazienza al limite"

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Sollecitare il rilancio delle infrastrutture e la Tav Torino - Lione: con questo intento si è chiusa la manifestazione organizzata alle ex Grandi Officine Riparazioni di Torino. Si parte dalla Torino-Lione per arrivare all'importanza delle infrastrutture nel grande appuntamento previsto il 3 dicembre alle Ogr di Torino, ormai palcoscenico della lotta pro e contro il Tav, a cui prenderanno parte oltre 2mila industriali. "La Regione Puemonte anziché chiedere un tavolo dovrebbe accodarsi, altrimenti non c'è l'intenzione di spostare le merci su ferro", ha evidenziato Frediani, per cui l'aumento dei pedaggi per i diesel e' una iniziativa che avrebbe potuto proporre l'Italia gia' 15 anni fa, "per valutare se il Paese e' pronto a passare dalla gomma al ferro".

Niente politici, niente istituzioni, solo imprenditori e associazioni di categoria per l'evento dal titolo evocativo: 'Infrastrutture per lo sviluppo. Per gli imprenditori che ieri erano più di tremila per la prima volta tutti assieme a lanciare un appello al governo dopo l'ipotesi di uno stop alla Torino-Lione l'alta velocità è fondamentale per "l'integrazione economica del nostro Paese su scala soprattutto europea", per "la promozione di un sistema dei trasporti centrato sull'intermodalità" e per "la crescita economica e le migliaia di nuovi posti di lavoro che derivano da investimenti ad alta redditività".

Al termine dell'incontro verrà sottoscritto un manifesto che costituirà la base del confronto in occasione dell'imminente incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il vicepremier Luigi di Maio e il ministro per le Infrastrutture, Danilo Toninelli.

La voce delle imprese alle Ogr è una sola. Tra loro anche il presidente della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Daniele Vaccarino. "Senza infrastrutture non c'è crescita. - ha dichiarato a margine dell'evento - Se ai segnali di rallentamento dell'economia si aggiunge il no alle infrastrutture, il rischio di avere una caduta di fiducia è grande". "È dobbiamo farlo il più velocemente possibile", avverte il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti. Dal canto suo Patrizia De Luise di Confesercenti ricorda quanto la sua città, Genova, sia stata profondamente colpita dal crollo del ponte e "come le ripercussioni sul primo porto italiano riguardino tutta la nazione".