L’esposto del PD contro Luigi Di Maio sull’Ardima Srl

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La trasmissione Le Iene ha mandato in onda la terza parte dell'inchiesta su Di Maio e l'azienda di famiglia che, finora, aveva visto come protagonista in negativo solo il padre del vicepremier.

Nell'intervista Di Maio ha ricordato di non essersi "mai occupato di fatti di gestione" e "di essere stato operaio della ditta" "per soli 4 mesi". Nel caso di specie: "continuo a pensare che la vicenda che riguarda il padre di Di Maio (lavoro nero, condoni, abusi edilizi, rifiuti, cartelle Equitalia) dovrebbe essere fuori dal dibattito politico". Ricostruiti i passaggi dalla ditta del padre, Antonio Di Maio, alla madre.

In una conferenza stampa a Montecitorio, Miceli ha presentato i contenuti dell'esposto, si parla dei reati di: sottrazione fraudolenta di patrimonio al pagamento delle imposte, lavoratori in nero, dichiarazioni fiscali infedeli, falso in bilancio, intestazione fittizia. C'erano telecamere e giornalisti ovunque: "mi sembra un trattamento che si riserva a un pericoloso criminale e mi dispiace per i miei vicini e per tutto il paese"."Ammetto che nel cortile ho lasciato dei mattoni e dei sacchi con materiale edile: "anche in questo caso se ho sbagliato me ne assumo la responsabilità ma essendo proprietà privata non pensavo questo fosse un reato ambientale", conclude il padre del leader M5s. Stamattina, secondo quanto si e' appreso, gli atti sono stati consegnati all'ufficio protocollo del Comune di Pomigliano d'Arco, dove risiede Antonio Di Maio, e inviati per raccomandata anche al Comune di Loano (Reggio Emilia), dove vive la sorella dell'uomo. Quando apre la Ardima rimane inattiva per due anni eppure, nonostante questo periodo di inattività, l'anno seguente risultano 16 mila euro che non siamo riusciti ad attribuire ad alcuna attività, forse una progettazione? Sembrerebbe che gli 80 mila euro della ditta individuale si siano trasferiti così alla nuova Ardima e quindi poi a quella di Di Maio in continuità con le precedenti. "L'azienda che io e mia sorella avevamo fondato nel 2012, non menzionata prima perché non operante, aveva un capitale sociale di 20.000 euro che sommati agli 80.200 raggiungono proprio il valore di 100.200€". Il gruppo dei senatori PD hanno anche chiesto a Di Maio di riferire in Aula circa le vicende dell'azienda di famiglia ma la richiesta di informativa è stata bocciata dall'Aula di Palazzo Madama.