Modem Internet libero: dal 1 gennaio non più obbligatorio quello fornito dall’operatore

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Dal canto loro, gli operatori non possono né "rifiutare di collegare apparecchiature terminali alla rete se l'apparecchiatura scelta dall'utente soddisfa i requisiti di base previsti dalla normativa europea e nazionale, né imporre all'utente finale oneri aggiuntivi o ritardi ingiustificati, ovvero inibire l'utilizzo o discriminare la qualità dei singoli servizi inclusi nell'offerta, in caso di collegamento a un modem di propria scelta".

Di conseguenza, gli accordi tra i fornitori e gli utenti finali sulle condizioni e sulle caratteristiche commerciali e tecniche dei servizi di accesso a Internet (prezzo, volumi di dati o velocità, e pratiche commerciali) non dovranno limitare l'esercizio dei diritti degli utenti finali di utilizzare apparecchiature terminali di loro scelta.

In questo caso i fornitori di accesso alla rete forniscono ai clienti attraverso dei canali di assistenza delle informazioni riguardanti la corretta e semplificata accettazione delle funzionalità di connessione e configurazione degli apparati terminali. Dal giorno 1 dicembre 2018 scatta la possibilità di un apparecchio libero per tutti gli utenti che sottoscrivono un nuovo contratto di accesso a internet.

Nel caso si decidesse di usare un apparecchio dell'operatore, il cliente ha diritto di poterlo usare poi con altri contratti. Inoltre, anche per consentire ai clienti di effettuare un confronto, gli operatori telefonici dovranno rendere disponibili delle offerte parallele senza l'inclusione del modem. Gli operatori potranno proporre il proprio solo in modo opzionale. Inoltre, con la nuova disposizione, il provider deve indicare il costo scorporato del modem. Con l'offerta Internet Unlimited (Internet e chiamate con scatto alla risposta), si riceverà la Vodafone Station Revolution, mentre con la versione Plus del piano (Internet e chiamate illimitati) il modem incluso è la più avanzata Vodafone Power Station, in grado di connettere fino a 100 dispositivi contemporaneamente e dotato di Wifi più potente.

La delibera di Agcom è stata avversata in tribunale dai gestori di telefonia fissa: Tim ha chiesto la sospensione al tar del Lazio lo scorso settembre ma l'appello è stato rigettato a metà novembre, Fastweb e Wind hanno invece richiesto la totale sospensione della delibera ma la decisione del tribunale verrà presa con il prossimo anno, dopo la scadenza del termine fissato dall'autorità galante per adeguarsi alla direttiva europea (31 dicembre). I contratti meno recenti, ad esempio, prevedevano un pagamento rateizzato del modem in uso, a prezzi anche superiori a quelli di mercato; la beffa è che talvolta questi modem, pagati dall'utente, risultavano inutilizzabili se non con l'operatore originario. Tuttavia ha fatto sapere che "l'eventuale scelta di un prodotto diverso da quello fornito da Tim dovrà essere effettuata nel rispetto delle condizioni contrattuali applicabili all'offerta attivata". "Tim, infatti, non risponderà per servizi di manutenzione e disservizi che riguardino il funzionamento di prodotti autonomamente scelti dal Cliente". Anche Fastweb dovrebbe pubblicare entro oggi tutte le informazioni sul proprio sito web.