Macron nella Parigi delle barricate "Nessuna impunità per i gilet gialli"

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Arriva fino al cuore dell'Europa, la rabbia dei gilet gialli, il movimento spontaneo di cittadini nato in Francia per contrastare l'aumento delle accise sulla benzina diesel voluto dal presidente Emmanuel Macron e in difesa del potere d'acquisto. Ma la portavoce ha speigato che il faccia a faccia è a rischio e potrebbe saltare. Tensioni oggi anche nell'isola francese di La Rèunion: la ministra Annick Girardin è stata portata via dalla security dinanzi a una folla di gilets-jaunes che l'hanno accolta al grido di 'Macron dèmission!'. Il ministro della cultura, Franck Riester, ha dichiarato: "condanno fermamente le violenze inammissibili commesse contro le nostre forze dell'ordine e contro il nostro patrimonio nazionale, soprattutto all'arco di Trionfo e al giardino delle Tuileries". Ancora non è chiaro se queste condizioni verranno rispettate e proprio l'assenza di una struttura ufficiale e organizzata per i gilet gialli, sta rendendo difficile il coordinamento delle trattative. Jean-Luc Mélenchon e Marine Le Pen, leader rispettivamente de la France Insoumise e del Front National, hanno chiesto le elezioni anticipate e "un intervento da parte dell'esecutivo".

Il nuovo bilancio della prefettura di Parigi sull'ultima giornata di scontri, parla di 133 feriti (di cui 23 facenti parte delle forze dell'ordine) e 412 arresti. "L'assenza di risposte concrete e immediate del governo e delle imprese, il loro rifiuto di aprire veri negoziati, generano una collera legittima nella popolazione", scrive il sindacato, in riferimento al movimento dei gilet gialli, di cui assicura di condividere la "collera". Macron ha assicurato che "i colpevoli delle violenze saranno identificati e ritenuti responsabili delle loro azioni davanti alla giustizia", specificando che "nessuna causa giustifica che l'Arco di Trionfo venga deturpato". Un gruppo di gilet gialli ha urlato "Macron, dimettiti" e ha successivamente intonato la Marsigliese. "La porta del governo resta aperta", ha detto il premier al termine della riunione con l'unico rappresentante dei gilets-jaunes rimasto dentro, mentre su Change.org supera un milione di firme la petizione 'Pour une baisse des prix du carburant à la pompe' lanciata dalla casacca gialla Priscilla Ludosky.

La protesta dei gilet gialli in Francia (CHI SONO) prosegue tra scontri in piazza e aperture al dialogo, minacce di morte e richieste di dimissioni del governo. Quello che sta accadendo "è allucinante".