Assalto al pullman del Boca. Si valuta rinvio di mezz'ora

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Ancora una volta impressionanti le misure di sicurezza, con 2.100 agenti della polizia federale e di agenzie private che controlleranno identità delle persone e autenticità dei biglietti.

Durante il pomeriggio argentino - con il presidente della Fifa Gianni Infantino tra gli invitati - mentre dirigenti e giocatori del Boca manifestavano la loro intenzione di non giocare ("ci vogliono obbligare", le parole di Tevez) quattro medici dell'istituzione firmavano una lettera al presidente del Conmebol, il paraguaiano Alejandro Domnguez, in cui nel rilevare l'esistenza di ferite di alcuni giocatori del Boca, sostenevano che non si trattava di lesioni tali da imporre uno stop alla finale. Si gioca stasera allo stadio Monumental di Buenos Aires quando in Italia saranno le undici e un quarto: l'inizio della partita è stato posticipato di due ore per i disordini all'esterno dello stadio. Infatti se guardiamo i convocati della nazionale argentina nell'ultimo anno, un totale di 57, vediamo che soltanto 6 sono coinvolti nel Superclasico: 4 del River (Armani, Martinez, Palacios, Enzo Perez) e 2 del Boca (Pablo Perez e Pavon). Con la situazione ormai fuori controllo, il Boca ha assunto una posizione decisa, rifiutando anche di scendere in campo dopo che la Conmebol aveva deciso di spostare la partita di un'ora. Inoltre l'aggressione ha fortemente provato la squadra che ha vissuto attimi di spavento puro. Forte di avere un vagocampista come Gonzalo Martínez che ha fatto la differenza, e i 60.000 tifosi del Monumental, stadio dove l'Argentina vinse la Coppa del mondo nel 1978, alzata da Passarella e Kempes, due del River. Nessun giocatore del River è venuto da noi per informarsi sulle nostre condizioni. Sono rimasto sorpreso da ciò che è accaduto. Perché non è stato preso lo stesso provvedimento che nel 2015 - a parti invertite - penalizzò il Boca?