Batterio killer in ospedali del Veneto, ispezioni in corso

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Infatti, si tratta di un batterio di solito innocuo, ma che dal 2013 ha portato ad alcuni casi di infezioni nelle persone che si sono sottoposte a un intervento a cuore aperto. Dopo la denuncia, sei decessi di pazienti operati in cardiochirurgia in alcuni ospedali del Veneto sono stati messi al centro degli accertamenti degli ispettori.

"Siamo di fronte ad un evento raro, causato probabilmente da un lotto di macchinari prodotti dalla stessa azienda". Il dottor Demo aveva allora iniziato a scrivere un diario per documentare l'evolversi dell'infezione, con esito fatale nel 50 per cento delle infezioni, e alla sua morte il 2 novembre scorso, il memoriale è stato affidato dalla famiglia all'avvocato di fiducia, per la presentazione di un esposto alla locale Procura della Repubblica. Il loro lavoro consiste nell'incrociare i dati delle denunce con quelli delle cartelle cliniche dei pazienti deceduti, e con quelle di altri casi analoghi in cui è stato utilizzato lo stesso apparecchio per la circolazione extracorporea. "L'allerta, naturalmente, da parte nostra è massima", ha affermato l'assessore per la salute dell'Emilia-Romagna, Sergio Venturi, annunciando l'avvio di un'indagine della Regione sul Micobatterio chimera. I tecnici regionali - a leggere ciò che ha scritto l'Adnkronos Salute - verificheranno in primo luogo se le macchine presenti sono quelle del marchio sospetto.

Il batterio killer Mycobacterium Chimaera ha provocato la morte di sei persone mentre altre 18 sono state infettate tra Padova, Vicenza e Treviso.

Per il ministero della Salute che parla di 'epidemia da Chimera', i casi di infezione in Italia sarebbero centinaia.

Il Mycobacterium chimaera è diffuso in natura e presente soprattutto nell'acqua potabile. Che è usato in tutto il mondo. L'azienda nel 2015 ha chiesto la sanificazione del macchinario senza ritirarlo dal mercato.

Si evidenzia altresì che i rigorosi processi di sterilizzazione degli ambienti, del personale preposto per tutto il periodo di impiego dei macchinari e dei macchinari stessi in uso nelle sale operatorie di Salus Hospital sono sempre stati eseguiti con estrema accuratezza di tutti i protocolli previsti.

Inoltre in seguito alle indicazioni ricevute sia dallo stesso fornitore, sia dall'Azienda Unità Sanitaria Locale di Reggio Emilia e dalla Società Italiana di Cardiochirurgia, i macchinari sono stati immediatamente dismessi e sostituiti con modelli aggiornati, prima della verifica delle autorità inquirenti.

La Regione sta preparando un'informativa che invierà a tutti i pazienti operati nelle cardiochirurgie che hanno richiesto l'utilizzo della macchina cuore-polmone.