Missionario Usa ucciso da una tribù nell'isola di North Sentinel

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Appena messo piede sull'isola, raggiunta con una canoa, è stato trafitto da una pioggia di frecce. I pescatori hanno visto i tribali legare una corda attorno al suo collo e trascinare il corpo. Il suo corpo non sarebbe ancora stato recuperato.

Un uomo americano di 27 anni è stato ucciso dai membri di una tribù isolata su un'isola in India. L'isola di North Sentinel, infatti, rientra formalmente sotto la giurisdizione dell'India, ma il contatto con i sentinelesi è proibito, in modo tale da preservare una delle ultime tribù indigene più "incontaminate" al mondo. La polizia indiana ha subito aperto un'inchiesta contro gli "indigeni sconosciuti" che hanno ammazzato l'americano, ma soprattutto contro i pescatori che lo hanno trasportato fino quasi alla riva dell'isola. Drammatico destino, quello capitato al giovane statunitense il quale, come racconta Il Post online, aveva raggiunto il posto noto per la pericolosità degli indigeni nei confronti dei visitatori, accompagnato da alcuni pescatori. Ed è l'ultima vittima dell'inavvicinabile isola di North Sentinel, dell'arcipelago indiano delle Andamane.

"Chau era un missionario cristiano che voleva interagire con i membri della tribù Sentinelese", secondo l'International Christian Concern. Secondo quanto ricostruito grazie alla testimonianza di un attivista per i diritti delle popolazioni autoctone locali, l'americano era giunto sull'isola lo scorso sabato, dopo un precedente tentativo fallito. Arrivato "a tiro" gli indigeni lo hanno colpito con frecce e pietre e, stando al racconto degli stessi pescatori, lo hanno legato portandolo nella parte interna dell'isola. Le varie tribù dell'arcipelago infatti furono decimate dall'invasione coloniale britannica, e a sopravvivere erano state solo due tribù, i Jarawa e i Sentinelesi: ma se i primi accettano spesso di trascorrere giornate con i turisti, i secondi sono molto meno ospitali, come Chau ha provato sulla sua pelle.