Morbillo, il piano del ministero: "Vacciniamo 800 mila giovani"

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"Ogni caso di morbillo e' potenzialmente in grado di causare 16-18 casi secondari".

A richiamare l'attenzione sul problema, che recentemente ha generato il contagio di diverse persone presso l'ospedale di Bari, è il presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit), Massimo Galli. "È quindi assolutamente inaccettabile che un operatore sanitario non sia protetto e di conseguenza non protegga i suoi assistiti, evitando di contribuire alla diffusione dell'infezione". Tra questi ben 100 casi riguardavano operatori sanitari, 83 dei quali non erano mai stati vaccinati, mentre 8 erano stati vaccinati in maniera incompleta.

Il morbillo in Italia rappresenta un'emergenza anche tra gli operatori sanitari, a partire da medici e infermieri: cento dei casi di morbillo verificatisi quest'anno sono stati infatti segnalati proprio tra gli operatori sanitari. Tra questi, molte donne in età fertile, che secondo gli infettivologi "dovrebbero assolutamente vaccinarsi prima di intraprendere una gravidanza". Altro obiettivo è quello di incentivare le vaccinazioni contro il morbillo anche nel personale sanitario. E ancora: dall'inizio del 2013 i casi segnalati sono stati 12.787.

Galli si sofferma poi sulle ultime notizie di cronaca che arrivano da Bari.

Per Simit l'obbligo vaccinale rigorosamente applicato resta l'unica via percorribile per un periodo che non è possibile prevedere di breve durata. Bisogna rilanciare la vaccinazione anche in ampi strati di giovani adulti rimasti fuori dagli interventi di prevenzione.

"Io sono certo - conclude - che dobbiamo innanzitutto cercare di vaccinare il mondo della scuola, perché se i bambini si immunizzano e poi trovano in classe una maestra di 25 anni suscettibile al morbillo tutto si vanifica".

"Ogni ulteriore sottovalutazione in questo momento puo' essere foriera di pericolose conseguenze ai danni della salute pubblica - avverte l'esperto - e soprattutto ai danni delle componenti piu' fragili della popolazione, come i bambini immunodepressi, che non potendo praticare i vaccini o non potendo beneficiare di essi vengono protetti solo dall'immunita' di gregge, cioe' dalle vaccinazioni praticate dagli altri che impediscono la circolazione delle infezioni". La strada che si vuole percorrere è sempre più vicina alla reintroduzione dell'obbligo nonostante le polemiche dei no-vax continuino ad essere una scomoda realtà.