Liste d'attesa troppo lunghe: 2 milioni di italiani rinunciano alle cure

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Aggiunge poi che, per conseguire l'obiettivo di crescita del Pil all'1,2% nel 2018 previsto dalla Nota di aggiornamento al Def, "in termini meccanici, sarebbe necessaria una variazione congiunturale del Pil pari al +0,4% nel quarto trimestre dell'anno in corso". E' uno dei dati forniti dall'Istat in audizione alla Camera sulle misure della manovra. Le famiglie che non sono in affitto (il 56,3%) si dividono in due sottogruppi: coloro che abitano in case di proprietà (40,7%) e coloro che hanno case in usufrutto o in uso gratuito (15,6%). Il 43,7% vive invece in affitto, quota che è particolarmente elevata nei centri metropolitani (64,1%) e nel Nord del Paese (50,6%).

"Queste situazioni - conclude l'istituto - rappresentano un segnale di vulnerabilità nell'accesso alle cure che riguarda in particolare i meno abbienti". A dare forfait in caso di tempi troppo lunghi sono soprattutto le persone tra i 45 e i 64 anni.

SANITA' E LISTE D'ATTESA - Sul fronte sanità, afferma Franzini, nel 2017 "la rinuncia a visite o accertamenti specialistici per problemi di liste di attesa complessivamente riguarda circa 2 milioni di persone (3,3% dell'intera popolazione), mentre sono oltre 4 milioni le persone che vi rinunciano per motivi economici (6,8%)". È quanto si legge nella relazione dell'Istat illustrata dal presidente facente funzioni Maurizio Franzini nel corso di un'audizione delle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra.

Aumento delle tasse per più di un terzo delle imprese. Nel complesso i provvedimenti "sulla tassazione delle imprese generano una riduzione del debito di imposta Ires per il 7% delle imprese, mentre per più di un terzo tale debito risulta in aumento". L'aggravio medio di imposta è pari al 2,1%: l'introduzione della mini-Ires (-1,7%) non compensa gli effetti dell'abrogazione dell'Ace (+2,3%) e della mancata proroga del maxi-ammortamento (+1,5%). "L'aggravio è maggiore tra le imprese fino a 10 dipendenti".

Stop clausole evita impatto 1,3% inflazione.

L'Istat ha rilevato che le famiglie in povertà assoluta sono circa 1,8 milioni, pari al 6,9% delle famiglie italiane (il 5,4% di quelle del Nord, il 5,1% di quelle del Centro e il 10,3% di quelle del Mezzogiorno).