Ora Trump tende la mano ai democratici: "Collaboriamo"

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Una Camera democratica però è un segno chiaro che la maggioranza deigli americani vuole porre limiti a Trump nei prossimi due anni di mandato. Per quanto riguarda il Senato, difficilmente i dem riusciranno nell'obiettivi perché la sfida al momento favorisce i repubblicani e i senatori da eleggere sono solamente 35.

Le elezioni di metà mandato, o midterm elections, sono delle elezioni che si tengono ogni 4 anni e, per l'appunto, a metà del mandato del Presidente eletto per il rinnovamento completo della Camera dei Rappresentanti (435 deputati) e di un terzo del Senato (100 senatori).

Se è vero che i risultati hanno sancito che la Camera è passata al Partito Democratico, è altrettanto vero che il Senato è rimasto nelle mani dei repubblicani di Donald Trump. Da ultima l'associazione dei produttori tedeschi si è detta preoccupata del nuovo sistema a punti per la distribuzione delle quote di auto importabili nel territorio americano.

Con questa elezione, i democratici cercheranno di conquistare i 23 deputati aggiuntivi che consentirebbero di agguantare la maggioranza alla Camera. I democratici conquistano 3 seggi in Virginia, Stato una volta repubblicano, nelle ultime elezioni passato ai democratici in controtendenza nazionale. Hanno infatti vinto sia Rashida Tlaib, 42enne avvocato di origine palestinese del Michigan, che Ilhan Omar, 36enne di origine somala arrivata negli Stati Uniti con la famiglia nel 1997 dopo aver vissuto in Kenya in un campo di rifugiati, in fuga dalla guerra in Somalia. I sondaggi, del resto, davano per certa la sconfitta dei Repubblicani di Donald Trump alla House of Representatives, dove la rielezione di tutti i seggi non lasciava scampo all'inquilino della Casa Bianca. Poi l'appello al dialogo e alla collaborazione rivolto a Nancy Pelosi, la leader dei democratici alla Camera candidata a diventare speaker. Nel primo caso Beto O'Rourke, l'Obama bianco, astro nascente del partito, ha sfiorato l'impresa ma ha dovuto cedere il passo a Ted Cruz, perdendo al fotofinish.

Il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, interviene con un commento sul risultato delle elezioni negli Stati Uniti: "Si può presumere con un alto grado di certezza che non ci siano prospettive brillanti per la normalizzazione delle relazioni russo-americane" e "nonostante tutte le fobie negli Usa, la Russia non ha mai interferito nei processi elettorali di nessun paese, compresi gli Stati Uniti, e non ha intenzione di farlo in futuro".

Secondo Peter Rosenstreich, Head of Market Strategy di SwissQuote: le elezioni di mid-term hanno avuto un esito ampiamente scontato dal mercato. Ora la partita si giocherà con regole diverse, e non si esclude che diventi più sporca.

Trump ha affrontato la campagna di midterm con un referendum sul suo operato ed è riuscito a mantenere il forte sostegno della base conservatrice negli stati "rossi", rafforzando la presa del suo partito sul Senato ed estendendo il dominio su stati storicamente incerti, cruciali per la sua rielezione nel 2020, come Florida, Iowa e Ohio, dove il Gop ha mantenuto i governatori. "I tempi in cui si approfittavano di noi sono finiti", ha affermato il tycoon nel comizio di chiusura della sua campagna. Il presidente ha però incassato le tanto attese dimissioni del ministro della Giustizia Jeff Sessions: già da diverso tempo Trump aveva manifestato insofferenze sul suo operato.