Ibrahimovic parla del suo ritorno al Milan: "Non vado via in prestito"

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Se da giorni ormai si parla dell'assenso del giocatore, la società deve ora capire come muoversi - soprattutto trovare la formula giusta - per cercare di portarlo alla corte di Gattuso a partire da gennaio. Tutti i retroscena del suo trasferimento al Psg vengono raccontati dallo stesso giocatore in un nuovo libro dal titolo Jag är Fotboll ("io sono il calcio) in cui vengono rivelate tante altre cose nuove dopo il successo della sua prima autobiografia "Io Ibra". Qualche settimana dopo mi trovavo nella mia casa di Vaxholm in Svezia, stavo rientrando da un giro sullo Jetski quando trovo sul mio telefonino 5 chiamate non risposte provenienti da Mino Raiola. Intanto l'attaccante ex Milan, PSG e Manchester United ha detto in merito: "Non sono qui in vacanza, il mio desiderio è vincere trofei". 'Ok' ho risposto. 'Leonardo ti chiamerà'. Leonardo? Quel Leonardo? Poi improvvisamente mi sono reso conto, era Leonardo il direttore sportivo del PSG. I numeri sono buoni, 31 gol in 47 presenze, ma il livello della Super League cinese è quello che è. "Ibra vuole vincere e noi vogliamo vincere con lui, speriamo di poter arrivare a un accordo che vada bene a entrambi", ha fatto sapere Chris Klein, presidente dei Galaxy. Ibra piace di più, ma ha chiesto 18 mesi di contratto a 6 milioni di euro di ingaggio e così il Diavolo si è un po' raffreddato. E Mino seraficamente mi disse: "Lo so, ma ti hanno già venduto". Volevo mantenere lo stipendio che avevo al Milan, aspettandomi che loro dicessero: "Amico stai esagerando, chiedi troppo". Ho fatto una lista lunga e quando ho finito ho detto alla mia compagna Helena: "'vedrai che non accetteranno, è impossibile".

Ed invece, solamente 20 minuti dopo, Raiola mi chiama e dice che ho ottenuto quello che chiedevo. "Non c'era modo di tornare indietro, quindi ho accettato perché sono un uomo di parola e quando dico qualcosa lo mantengo", ha concluso.