Anas, addio alla fusione con Fs: si dimette l’amministratore delegato Armani

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"E farà cambiare idea anche a Fitch", l'agenzia di rating di recente ha messo in guardia sugli effetti negativi per Fs che potrebbero derivare dalla fusione con Alitalia senza la partecipazione di Anas, ha detto ancora Toninelli.

L'amministratore delegato e direttore generale di Anas Gianni Vittorio Armani ha rassegnato le sue dimissioni. Subito dopo, a valle delle dimissione di Armani, riferiscono le stesse fonti, si sono dimesse le due consigliere di amministrazione espressione delle Fs, Vera Fiorani e Antonella D'Andrea, con la conseguente decadenza del consiglio di amministrazione della società, composto da cinque membri. "L'amministratore delegato di Anas Gianni Vittorio Armani ha comunicato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli ed al Gruppo FS Italiane le proprie dimissioni, in considerazione del mutato orientamento del Governo sull'integrazione di Fs Italiane e Anas" si legge infatti in una nota rilasciata da Anas, che aggiunge: "Armani ha preso atto della decisione e dell'apprezzamento a lui rivolto per il lavoro svolto e ha quindi ritenuto opportuno lasciare l'incarico. Al passato lasciamo sprechi, stipendifici e manovre meramente finanziarie".

L'addio di Armani è arrivato un po' a sorpresa, ma era prevedibile, da mesi infatti si sta lavorando all'uscita di Anas da Fs. Il primo, rispondendo ad una domanda in un'intervista, si era limitato a dire che "credo che chi fa i treni deve fare i treni e chi si occupa di strade deve fare le strade". "Aspetti, questi ultimi, che innescano un virtuoso rilancio socio-economico del Paese". I 2,3 miliardi di veicoli che percorrono annualmente 64,5 miliardi di km sulle strade e autostrade in gestione ad Anas andavano a sommarsi al traffico gestito dal Gruppo: circa 750 milioni di passeggeri all'anno su ferro (di cui 150 all'estero), 290 milioni su gomma (130 all'estero) e 50 milioni di tonnellate merci. L'obiettivo, nelle intenzioni dichiarate dal governo e dalle società, era quello potenziare gli standard di qualità e sicurezza della rete viaria e la manutenzione, a partire dalla vigilanza della sede stradale, dei viadotti e delle gallerie che su oltre 10mila km, dove le infrastrutture stradali e ferroviarie corrono in affiancamento, potrà essere effettuata in modo integrato dagli operatori di Rete Ferroviaria Italiana e Anas. E sarebbe inoltre stato consentito, sempre secondo il progetto, collegare i nodi logistici: porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, punti di interscambio modale.

È stata dunque la decisione di Toninelli di non proseguire nel processo di fusione Anas-Ferrovie a spingere Armani alle dimissioni. "Il vento sta cambiando anche in Anas".