Prescrizione, Di Maio: riforma deve restare nel ddl, troveremo un accordo

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Ma come si può giustificare lo stralcio del reddito di cittadinanza, rimandato a una nuova legge ordinaria dato che il Governo oggi non è più in grado di garantire che i soldi inseriti nella Legge di Bilancio 2018 per finanziare questa misura potrebbero essere dirottati altrove, e in particolare alla riduzione del deficit?

Intervistato dal Corriere della Sera il vicepremier M5s replica al sottosegretario leghista Giorgetti, che ha parlato di complicazioni da risolvere: "Siamo stati sempre chiari".

I leghisti sono seccati: "I 5 Stelle - dice un parlamentare - hanno usato un metodo completamente diverso da quello che avevamo seguito". Un provvedimento che la Lega - tramite le parole dello stesso Salvini - non vuole inserire nel cosiddetto "spazzacorrotti", ma che - in caso - potrà essere discusso a parte attraverso un iter legislativo diverso.

"Il contratto si deve rispettare e poi non si deve criticare".

All'ombra del reddito di cittadinanza, riesplode lo scontro nel governo.

"La riforma della prescrizione è stata votata dai nostri iscritti sulla piattaforma Rousseau, è uno dei punti del contratto di Governo e, prima ancora, parte integrante del programma del MoVimento 5 Stelle".

E se minori perplessità sono sorte sulle misure previste per la lotta al terrorismo con l'introduzione del Daspo per i sospetti e le limitazioni al noleggio di TIR e furgoni, e su quelle introdotte per la lotta alla mafia con la accelerazione a sequestri e confische dei beni riconducibili a reati mafiosi ed il contrasto all'infiltrazione della mafia nelle istituzioni, le maggiori contrarietà fra i pentastellati sono emerse sulle norme previste per il contrasto alla immigrazione clandestina.

Di Maio prende il Contratto come riferimento per portare avanti l'esperienza di Governo.

E senza un nemico, va da sé, manca la base per addossare ad altri la responsabilità di quanto accaduto. Di fatto, si tratta di un escamotage che consente proprio di superare il primo scoglio: quello dell'inammissibilità. Quando ho sentito minacciati valori come il multiculturalismo, l'europeismo, la fiducia nella scienza medica, quando si sono messi in discussione diritti come l'aborto, o il divorzio, non me la sono sentita più di continuare.

In merito al via libera al gasdotto Tap invece, nessuna paura di perdere consenso elettorale.

Gli italiani continuano a credere nella politica dell'esecutivo Conte, anche se questa percentuale è in leggera discesa: il culmine è stato raggiunto con il 60 per cento, fatto registrare lo scorso mese di giugno, mentre ora la percentuale è scesa intorno al 50 per cento.

Infine, sulla riduzione dello stipendio dei parlamentari Di Maio sottolinea: "Credo che 13mila euro di stipendio sommando le varie voci siano troppi".

Se la Lega comunque riesce a limitare i danni e a rimanere sempre saldamente la prima forza politica del paese, in casa Movimento 5 Stelle iniziano a suonare dei campanelli d'allarme per il pericoloso calo. E anche se nella Lega e tra i 5 Stelle tutti si affrettano a chiarire che il governo "non corre rischi", nei partiti-partner lo si ammette: le posizioni s'incontreranno pure, ma al momento non si vede dove.