Dopo 150 anni chiude la Pernigotti a Novi Ligure. Licenziate 100 persone

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Pernigotti fu fondata nel 1860 da Stefano Pernigotti a Novi Ligure: all'inizio era una drogheria famosa per il torrone. "Il passaggio di proprietà ha spesso significato svuotamento finanziario delle società acquisite, delocalizzazione della produzione, chiusura di stabilimenti e perdita di occupazione".

La storica fabbrica della Pernigotti a Novi Ligure (Alessandria) ha chiuso i battenti. Tanto che 25 aprile del 1882 quando Re Umberto I in persona suggerisce e concede a Pernigotti la facolta' d'innalzare lo stemma reale sull'insegna della sua fabbrica. Nel 1868, a seguito di una crescente notorietà dei prodotti del negozio, Stefano decide di fondare assieme al figlio (Francesco, 1843-1936) venticinquenne una società: il 1 giugno del 1868 nasce ufficialmente, con un capitale di seimila lire, la "Stefano Pernigotti & Figlio", azienda alimentare specializzata in produzione dolciaria. Nel 1944 un bombardamento distrugge l'opificio che viene ricostruito e trasferito negli ex magazzini militari di viale della Rimembranza che adesso chiudono.

- LA CRISI, I LUTTI E LA 'CONQUISTA' TURCA Con gli anni ottanta sopraggiunge un periodo di crisi che portera' alla cessione della Sperlari nel 1981 agli americani della H.J.Heinz Company. La notizia è stata data martedì da Tiziano Crocco, segretario generale dell'Unione italiana dei lavori agroalimentari (Uila) dopo l'incontro dei sindacati con l'amministratore delegato: "I pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano", ha aggiunto. Nel 1995 Stefano Pernigotti, rimasto senza eredi dopo la scomparsa dei due figli ancora giovanissimi in un incidente stradale in Uruguay nel luglio 1980, decide di cedere lo storico marchio novese alla famiglia Averna, nota per i successi legati al settore delle bevande alcoliche. La Pernigotti di Novi Ligure, nell'alessandrino, ha infatti annunciato la chiusura, con conseguente licenziamento di tutti i dipendenti. Nel 2000 cede anche la Streglio a una nipote. Non si spiegano altrimenti i cento licenziamenti annunciati.