Telefoni cellulari e cancro: secondo uno studio esiste un collegamento

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Si sa che il cancro può comportarsi in maniera diversa nei due sessi, ma per quanto riguarda questo studio le differenze sono rimaste inspiegate.

La ricerca ha dimostrato come nei ratti esposti a massicce dosi di radiazioni, simili a quelle emesse dagli smartphone, sia aumentata l'incidenza di tumori a cervello, cuore e ghiandola surrenale. La ricerca, costata circa 30 milioni di dollari, è stata condotta prendendo in esame circa 3mila roditori. In dieci anni sono stati analizzati i dati di 3 mila cavie di topi esposti a livelli piuttosto elevati di radiazioni. Tutte le evidenze sono "Ambigue " sui topi maschi.

Il problema del tumore al cervello non ha, invece, dato evidenze certe. Paradossalmente proprio i ratti maschi, almeno quelli che schivavano il cancro, avevano nel complesso una durata della vita superiore alla media. Misteri della biologia, o forse della statistica.

Uno degli scienziati del National Toxicology Program, John Bucher, ha parlato in merito alla scoperta legata alla correlazione tra cancro e cellulari. Infatti, come si legge nel rapporto finale, "è sempre più insostenibile affermare senza ombra di dubbio che i telefonini sono privi di effetti". Per prima cosa, è stato fatto esponendo gli animali alle radiazioni per nove ore al giorno, un tempo superiore a quello che moltissime persone passano al telefono. Anche alcuni aspetti del suo metabolismo sono modificati dalle radiazioni a bassa frequenza dei telefoni. I ratti e i topi sono stati sottoposti a radiazioni con una frequenza di 900 megahertz, tipiche dei cellulari di seconda e terza generazione (2G e 3G), diffusi soprattutto negli anni Novanta. Oggi usiamo cellulari di quarta generazione (4G) e ci si aspetta che intorno al 2020 arrivino i cellulari 5G: funzionano con frequenze molto più alte, che penetrano meno nel corpo umano. I censimenti e gli studi epidemiologici sugli uomini non hanno mai presentato motivi di allarme.