Napoletano ammazzato in Messico, Alessandro faceva il venditore. Lascia moglie e figlia

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Un italiano è stato trovato morto a bordo di un'auto, ucciso da almeno un colpo d'arma da fuoco all'addome, a Tepechitlan, nello Stato di Zacatecas, in Messico. Durante l'ispezione del corpo, è stato osservato che aveva una ferita prodotta da un'arma da fuoco nella regione addominale alla sua destra. De Fabbio e' originario della zona di piazza Mercato, come i tre di cui non si hanno notizie da tempo, ed era in Messico per rivendere seghe a motori cosi' come i tre in quel paese rivendevano gruppi elettrogeni.

Sul posto - riferiscono i media locali - c'era una borsa con documenti al nome di Alessandro, 32 anni, con le caratteristiche del corpo trovato, e la documentazione del veicolo di riferimento.

Lo stesso mestiere di altri tre napoletani, Antonio Russo, il figlio Raffaele e il nipote Vincenzo Cimmino, scomparsi in Messico lo scorso gennaio, nello stato di Jalisca. In particolar modo Francesco Russo, parente dei tre scomparsi che da mesi si batte per ottenere verità e giustizia ha scritto: "Caro Alessandro è inaccettabile andare in Messico per cercare di guadagnare qualche soldo per portare avanti la propria famiglia e non fare più ritorno". Io che capisco il dolore spero con tutto il mio cuore che tu da lassù possa dare tanta forza alla tua famiglia!