Iran: Usa annunciano ripristino sanzioni. Schiaffo all'Europa

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Il segretario di Stato americano ha annunciato che se Teheran vorrà riqualificarsi, dovrà sottostare a 12 richieste esplicite: tra queste, bloccare i lavori sui vettori balistici, ritirarsi dalla Siria, fermare il finanziamento di gruppi terroristici (molti dei partiti-milizia che l'Iran finanzia, attraverso cui poi ottiene come ritorno la possibilità di diffondere la propria presenza nel Medio Oriente, sono considerati gruppi terroristici da Stati Uniti e Unione Europea: è il caso di Hezbollah in Libano, varie milizie politiche in Iraq e Siria, corpuscoli afghani e anche il collegamento più sfumato con i ribelli yemeniti Houthi).

L'Iran scende in piazza contro Trump nell'anniversario dell'occupazione dell'ambasciata Usa di Teheran e alla vigilia del ripristino delle sanzioni americane dopo l'uscita di Washington dall'accordo sul nucleare. Su Twitter il presidente Donald Trump ha postato una sua foto con la scritta "Sanctions are coming - November 2018", parafrasando il motto della nota serie tv Game of Thrones, "Winter is coming".

La Corea del Nord minaccia di rilanciare un rafforzamento del suo arsenale nucleare se gli Stati Uniti non tolgono le sanzioni economiche contro il paese.

Pompeo, facendo riferimento al business degli idrocarburi, ha detto che Washington ha pensato a un periodo di deroga per le aziende di queste nazioni, alle quali concedere altri sei mesi per organizzarsi prima di sospendere del tutto - "portare a zero" - i rapporti con l'Iran. Tra i destinatari delle esenzioni - che saranno resi noti solo la settimana prossima - non figura l'Unione europea. Ma il presidente americano tira dritto per la sua strada dando l'ok a misure restrittive che riguarderanno in particolare i settori dell'energia, della finanza, del trasporto marittimo e della cantieristica.

Anche la Cina sarebbe inclusa nel gruppo, ma sembra che siano ancora in corso discussioni con gli Usa sulle condizioni dell'accordo. Il ministro ha accolto positivamente la decisione, frutto dello sforzo fatto dalla Turchia per convincere gli Stati Uniti che un blocco delle importazioni avrebbe avuto "un impatto negativo per la pace e l'economia dei Paesi confinanti". "Il governo non teme le minacce degli Usa", ha spiegato da parte sua Rohani. "Il nostro obiettivo è proteggere gli attori economici europei che sono impegnati in scambi commerciali legittimi con l'Iran", hanno aggiunto nel comunicato.