Fornero: pensionare anziani per far entrare giovani non funziona

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E non basterebbe, quindi, secondo il presidente dell'istituto di previdenza, la proroga di Opzione donna che il governo sta valutando in questi giorni e che probabilmente dovrebbe arrivare.

Abolizione della pensione di anzianità in favore della pensione anticipata.

Prima di tutto, però, facciamo chiarezza sul perché Quota 100 potrebbe rivelarsi un beneficio per soli uomini.

"Il ministro ha dato mandato ai tecnici del Ministero di mettersi al lavoro su questo dossier", si legge ancora nella nota che ricorda come le rappresentanti del Movimento erano già state ricevute sul tema dalla Vice Presidente della Camera, Maria Edera Spadoni, che aveva sensibilizzato il Governo e il Parlamento sull'importanza della misura.

Slitta da Gennaio ad Aprile l'avvio della Quota 100 che modificherà la riforma Fornero. Nulla si dice del buco che si verrebbe a creare alla voce entrate venendo a mancare il prelievo contributivo e fiscale su una quota tanto significativa di lavoratori. E per questo Boeri lancia un "campanello d'allarme", paventando il rischio che quota 100 "mini la solidità del sistema previdenziale italiano". Il paletto fisso è costituito dai 38 anni di contribuzione. Il problema è che le donne difficilmente riescono a maturare abbastanza anni di contributi per accedere a questa misura, così come alla Quota 41 riservata ai precoci, vista la scarsa partecipazione femminile al mercato del lavoro, un problema particolarmente diffuso specialmente al Sud dove il tasso di occupazione delle donne è di circa il 32,2% (il 49% se invece si prende in considerazione l'intero territorio della Penisola). La riapertura di "Opzione donna" è "in stridente contrasto" con le altre ipotesi.

Ad oggi per Opzione Donna sono richiesti 35 anni di contributi, più un'età di 57 anni per le lavoratrici subordinate e di 58 anni per le autonome.

In sostanza, introdurre nel sistema previdenziale la Quota 100, con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi insieme allo stop all'indicizzazione alla speranza di vita per i requisiti contributivi nella pensione anticipata, aprirebbe una vera e propria voragine nei conti pubblici con un incremento del debito previdenziale nell'ordine dei 100 miliardi. Nel settore pubblico la questione è diversa perché i dipendenti possono andare in pensione a 66 anni e 7 mesi di età, inoltre non servono più di 20 anni di contributi in caso di invalidità all'80% (uomini 60 anni e 7 mesi, donne 55 anni e 7 mesi). "Novità pensioni 2019: cosa prevede la Quota 100?".