Conte vede le partecipate: "Italia può fare sistema"

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A vertice iniziato, Luigi Di Maio e Matteo Salvini scendono da palazzo Chigi e vanno a parlare con i cronisti che seguivano il vertice sulla manovra. Alla riunione, presieduta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, hanno partecipato il vicepremier Luigi Di Maio, il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, il ministro per il Sud, Barbara Lezzi e il ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona.

"Non abbiamo nessuna intenzione di fare alcun regalo a chi vuole l'Italia in ginocchio". "Non accadrà" dice ancora Salvini. "Il nostro e' un messaggio all'Italia - ha aggiunto Conte - non stiamo qui a fare dialettica con l'Europa". "Tiriamo tranquillamente e orgogliosamente dritti".

Dall'incontro con le aziende di Stato "è derivato un piano di investimenti aggiuntivo di 15 miliardi di euro, rispetto a quello da loro programmati, per il prossimo quinquennio". Le riforme strutturali - dalla riforma del codice degli appalti alla riforma del codice civile passando dalla semplificazione burocratica fino al superamento della legge Fornero - sono gli strumenti, che secondo l'esecutivo, potrebbero favorire gli investimenti delle imprese creando un ambiente più amico delle imprese. L'ufficio parlamentare di bilancio ha bocciato il Def? "Quindi mi domando dove tutti questi economisti erano mentre l'Italia si impoveriva e si precarizzava", sottolinea il leader della Lega.

Noi andiamo avanti: chi si ferma è perduto. Intanto, il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio, a quanto si apprende da fonti di governo, non sarà sul tavolo del Cdm previsto per mercoledì pomeriggio.