Cosa significa ‘quota 100’ e chi potrà andare in pensione in anticipo

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Abolizione Fornero 2019, confermata per le pensioni Quota 100 senza penalizzazioni per tutti i cittadini che dal 2019 saranno in possesso dei requisiti per accedere alla pensione anticipata, in anticipo quindi, ai requisiti di età previsti dalla pensione di vecchiaia dopo la legge Fornero. Ma, secondo la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018, la crescita potrebbe anche essere superiore se gli investimenti pubblici e privati riusciranno a scuotere l'economia italiana recuperando il gap con il resto del Vecchio Continente. Significa che potranno usare lo scivolo anche coloro che nella vita lavorativa hanno dei "buchi" dovuti, per esempio, a dei periodi di cassa integrazione. Il Messaggero fa sapere che si lavora anche al blocco dell'adeguamento automatico dell'età di pensionamento alla speranza di vita. "Chi ha responsabilità di governo ha il dovere etico di spiegare come intende affrontare il fenomeno descritto, sia ai colleghi che rimarranno al lavoro in condizioni organizzative sempre più precarie, sia ai cittadini che hanno diritto a cure tempestive, di qualità e sicure". La buonissima notizia perà è che non ci saranno penalizzazioni sull'assegno che riceveranno i pensionati che usufruiranno di quota 100 (come ipotizzatO nelle scorse settimane).

Dunque, questo sistema previdenziale, servirebbe solo di passaggio per poi ampliare la riforma proposta da Salvini che vuole i suoi cittadini possono avere l'opportunità di dire addio al lavoro basandosi solamente gli anni di contributi versati. Se cosi' fosse, quota 100 partirebbe da aprile 2019 e non da gennaio. Non ci sarà nemmeno il ricalcolo contributivo dell'assegno a partire dal 1996, che avrebbe tagliato l'importo di una percentuale tra il 10 e il 15%. Con il nuovo Governo e con la prossima Legge di Bilancio verrà garantita a tutti la possibilità, oggi concessa a pochi, di andare in pensione al raggiungimento dei 41 anni di contributi versati indipendentemente dall'età anagrafica e senza penalizzazioni? Questo per incentivare l'adesione alla riforma del governo e quindi il turnover nel mondo del lavoro. Ciò darebbe il la ad un ricambio generazionale senza precedenti: tra docenti, Ata e dirigenti scolastici vi sarebbero 200 mila dipendenti delle nostre scuole pubbliche da sostituire.

Pensioni Quota 41: quale sarà la fine dei lavoratori precoci? Le altre combinazioni possibili ipotizzare con quota 100 (63+37; 64+36) sono state scartate visti i costi troppo alti. Ossia si potrà uscire dal lavoro con 62 anni d'età più 38 di contributi.

La stessa problematica che Quota 100 provocherebbe nel settore scolastico potrebbe verificarsi anche nella sanità. "Nel privato, confidiamo che le aziende troveranno conveniente assumere giovani che hanno un costo inferiore rispetto ai lavoratori anziani".