Corsica: Guardia costiera, macchia idrocarburi non va verso Italia

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Il ministero dell'Ambiente italiano ha inviato tre navi per collaborare nelle operazioni di contenimento dello sversamento.

Per fortuna al momento "si evidenzia una sostanziale stazionarietà del carburante presente in mare rispetto al punto di rilascio" assicura Giacomo Giampedrone, assessore all'Ambiente della Regione Liguria.

Da una prima ricostruzione della dinamica a scontrarsi in mare aperto sarebbero il traghetto di 94 metri categoria ro-ro per trasporto merci e passeggeri denominato Ulisse e la portacontainer Virginia, che pare fosse ferma in mare, probabilmente a causa di un'avaria.

La collisione era avvenuta tra una motonave tunisina e una nave portacontainer battente bandiera cipriota.

A pieno regime il recupero del carburante sversato dopo la collisione. I motivi per cui è avvenuto l'incidente devono ancora essere chiariti. Secondo fonti del ministero sul posto sono state inviate le unità navali d'altura Castalia: Nos Taurus di Livorno, Bonassola di Genova e Koral da Olbia.

Mentre la Commissione europea segue lo sviluppo delle operazioni, il ministro francese per la Transizione Ecologica, Francois De Rugy, ha rassicurato, definendo la situazione "sotto controllo". Il responsabile del governo francese si recherà prossimamente sul posto. Per aspirare la chiazza di carburante estesa su 20 km, sono state mobilitate imbarcazioni di Italia e Francia. "Ci ritroviamo invece a sperare nella buona sorte e nelle condizioni meteomarine che consentano di recuperare la maggior parte delle sostanze oleose che stanno fuoriuscendo dai serbatoi delle navi". Lo rende noto la Guardia Costiera italiana che, sotto il coordinamento delle autorità francesi, sta partecipando alle attività di messa in sicurezza del tratto di mare dove si è verificato l'incidente.

La centrale operativa della Guardia Costiera italiana ha disposto l'invio nella zona di un Atr42 per l'attività di monitoraggio.