Anche il Fondo Monetario Internazionale taglia le stime di crescita dell'Italia

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Nel quarto trimestre di quest'anno il Pil italiano dovrebbe attestarsi allo 0,8% (rispetto al quarto trimestre dell'anno precedente) e all'1,3% nel quarto trimestre 2019.

Nel suo monito all'Italia il Fmi non si è limitato ad offrire indicazioni sulla tendenza del Pil, ma ha anche elogiato la legge Fornero e il Jobs act, esortando il Governo ad evitare qualsiasi procedimento di riforma in questo campo. Le stime del Fmi di un pil in crescita quest'anno dell'1,2% e il prossimo dell'1,0% vanno riaggiornate tenendo conto "della nostra nota di aggiornamento del Def" (LE MISURE PREVISTE DAL DEF), è stata la replica del premier Giuseppe Conte.

Le recenti difficoltà nel formare un governo in Italia e la possibilità di un rovesciamento delle riforme o l'attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito hanno innescato un aumento dello spread che potrebbe scoraggiare gli investimenti privati e indebolire l'attività economica in diversi paesi, aumentando la possibilità di riforme più lente o significativi cambi negli obiettivi. "È importante - ha concluso - che il governo operi nel contesto delle regole europee". La frenata è legata alle tensioni commerciali, che iniziano a essere "evidenti a livello macroeconomico" e sono alla base della prima revisione al ribasso della crescita mondiale dal 2016.

Il debito pubblico è atteso in calo dal 131,8% del 2017 al 130,3% del pil quest'anno e al 128,7% del pil nel 2019, scendendo al 125,1% nel 2023.

Non va dimenticato che i segnali economici provenienti dai paesi in via di sviluppo ed emergenti sono negativi, e gli analisti temono che potranno esserci tempi non semplici. Lo afferma il capo economista del Fmi, Maurice Obstfeld, rispondendo a una domanda sull'Italia. Le più cupe sono quelle che incombono sul multilateralismo: "Senza politiche inclusive, il multilateralismo non sopravviverà". E' l'indicazione contenuta nel World Economic Outlook elaborato dal in cui la crescita italiana viene rivista al ribasso.

L'Fmi ricorda come "gli spread dei titoli di Stato sono aumentati bruscamente a maggio, riflettendo le preoccupazioni del mercato" e "ciò ha indotto un aumento del credit default swap per le banche italiane".