Mario Fabbroni La pace fiscale (che molti chiamano condono) non porterà

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Sebbene la Manovra economica del Governo Lega-M5s sia stata contestata da molti con accuse di "favorire" un nuovo condono, la Pace Fiscale non solo viene confermata ma giusto ieri il Vicepremier Matteo Salvini ha stabilito il "tetto" per poter usufruire della misura. La pace fiscale riguarderà tutti i debiti "fino a 500mila euro" e sarà un intervento "a saldo e stralcio" non solo su interessi e sanzioni ma anche "sul capitale", ha dichiarato il ministro dell'Interno a Rtl 102.5, sottolineando che "non sarà una classica rottamazione ma un intervento a gamba tesa".

Appare ovvio come il Governo del Cambiamento non riesca ancora a trovare un punto d'incontro che metta d'accordo i due partiti della Maggioranza Lega e M5S. Secondo un reportage di Repubblica però la "pace fiscale" rischia di ottenere un effetto contrario a quello sperato (ovvero il rientro di capitali nelle casse dello Stato): "L'effetto annuncio del condono starebbe infatti intaccando il gettito fiscale da contrasto all'evasione dell'anno in corso: all'appello potrebbero mancare 3,6 miliardi". Per spiegarlo in un linguaggio non propriamente tecnico, la nuova norma considera un trend di riscossione che invece sarebbe avvenuto ugualmente e che è stato già previsto nella legislazione fiscale tuttora operativa.

Nel dettaglio per la pace fiscale si intende stabilire il pagamento di un importo forfettario calcolato in base alla situazione economica di ciascun contribuente con aliquote dal 6% al 25%. Anche le condizioni di ripianamento dei debiti saranno più favorevoli di quelle disposte dalle rottamazioni dei governo Renzi e Gentiloni, perché il tasso di interesse per la rateizzazione sarà lo 0,3% anziché il 4,5%, e ci sarà l'estinzione delle procedure esecutive avviate prima dell'adesione alla definizione.