Giornalista bulgara stuprata e uccisa: l'assassino arrestato in Germania

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La Marinova conduceva il programma di inchiesta Detector e nell'ultima puntata aveva "puntato in alto" le ricerche e i presunti scandali nella gestione dei fondi europei in Bulgaria; basti pensare che, come riporta Il Fatto Quotidiano, lo scorso 10 settembre due giornalisti di Detector che hanno lavorato al servizio sono stati arrestati dalla polizia bulgara mentre cercavano di salvare dei documenti in fiamme contenenti le prove dello scandalo. Secondo la prima emittente il Dna del fermato corrisponde a quello rilevato sul luogo del delitto e l'uomo avrebbe confessato.

L'omicidio è avvenuto tra le 11 e mezzogiorno. Sempre secondo notizie di stampa, a Ruse sono state fermate la moglie e una zia, e nell'abitazione dell'uomo sono stati trovati oggetti appartenenti alla giornalista uccisa. Gli inquirenti vagliano tutte le piste, tanto quelle legate alla sua vita personale, quanto quelle legate alla vita professionale, ma fonti di polizia riferiscono ad AFP che l'omicidio non sembra essere direttamente legato alla professione della vittima. Ieri era stato arrestato e poi rilasciato un 27enne romeno.

Victoria Marinova era un volto molto noto in Bulgaria per essersi occupata di scandali di corruzione.

"La storia sulle sottrazioni di fondi europei relativi a progetti specifici che sarebbero stati manipolati da una società di consulenza, coinvolge una grande azienda di costruzioni, che a sua volta è collegata al responsabile della Lukoil della Bulgaria e ad alcuni oligarchi russi", dettaglia ancora Tchobanov.

Victoria Marinova aveva recentemente lanciato gravi accuse contro i dirigenti del grosso gruppo industriale che, insieme ai colleghi Dimitar Stoyanov e Attila Biru tacciava di aver illecitamente utilizzato fondi comunitari e governativi.

C'è una svolta nelle indagini sul caso dell'omicidio della giornalista bulgara Viktoria Marinova.

L'International Press Institute (Ipi) ha inviato una lettera in cui invita il premier Boyko Borissov a garantire la sicurezza fisica dei giornalisti che lavorano nel Paese.