Savona difende la manovra e attacca l'Ue: "Così va contro un iceberg"

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Così il ministro per gli Affari europei Paolo Savona, nel corso di una conferenza alla sede della Stampa estera.

"Io, e non sono l'ultimo sulle previsioni econometriche, ritengo tecnicamente che possiamo arrivare al 2 per cento di crescita nel 2019, invece dell'1,5 per cento, e l'anno dopo al 3 per cento".

Savona ha poi garantito che "nessuno nel governo vuole l'uscita dall'Europa" ma se la misura venisse bocciata, "deciderà il popolo non io, io mi metto da parte".

"Il programma di governo, dal punto di vista della logica economica e della necessità pratica, è moderato e con tutte le cautele necessarie", ha spiegato il ministro, precisando che la politica economica del governo è "corretta, cauta e per certi versi moderata", visto anche che si poteva fare anche di più. "Alcune provocazioni, con un certo stile sono piuttosto pesanti". Un modus operandi che non tiene conto della mutevolezza delle condizioni, e che secondo Savona si può riassumere con la frase: "L'Europa mantiene il pilota automatico anche se andiamo contro un iceberg".

"I mercati si sono comportati moderatamente, la prova dei mercati l'abbiamo superata", ha detto Savona parlando della reazione alla Manovra. Tuttavia, sottolinea, "il messaggio che 'il mercato insegnerà agli italiani come votare' io lo trovo molto più insultante di quello che risponde 'non è sobrio quando parla". "Una crisi finanziaria credo non interessi a nessuno perché significherebbe instabilità politica per l'Italia e sarebbe grave anche per l'Europa". Siamo più spaventati dello scontro politico tra élite conservatrici che portano avanti politiche deflazioniste e le forze riformiste che vogliono che l'Europa faccia qualcosa per cambiare.

Allo stesso tempo, Savona ha sottolineato che "l'Unione europea tiene il pilota automatico in questa situazione, allora se rischia di andare contro un iceberg continua a tenere il pilota automatico?".