Fmi taglia le stime del pil dell’Italia: "Preservare la riforma Fornero"

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Roma - L'Italia fanalino di coda di Eurolandia. Il pil italiano crescerà dell'1,2% nel 2018 e dell'1,0% nel 2019 dopo il +1,5% del 2017. "Non ci sarà un momento migliore di quello attuare per un'azione positiva", ha detto il capo economista del Fmi, MauriceObstfeld, al suo ultimo World Economic Outlook.

Il Fondo Monetario Internazionale, che ha abbassato le sue previsioni per la crescita globale quest'anno e nel prossimo, ha avvertito che una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina rischia di rendere il mondo un "posto più povero e pericoloso" proprio a motivo del fatto che il conflitto in piena regola tre Stati Uniti e Cina avrebbe compromesso in modo significativo la ripresa economica, andando a colpire le famiglie (per prime), le imprese e l'economia in generale.

"Le recenti difficoltà nel formare un governo in Italia e la possibilità di un rovesciamento delle riforme o l'attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito hanno innescato un aumento degli spread". Nel 2019 il pil dell'area euro è stimato a +1,9%, invariato su luglio ma in calo dello 0,1% su aprile. La revisione al ribasso rispetto ad aprile è legata al "deterioramento della domanda esterna e interna e all'incertezza sull'agenda del nuovo governo".

Le stime dell'Fmi collocano nel 2019 il Pil italiano mezzo punto sotto le previsioni della nota di aggiornamento del Def, varata nei giorni scorsi dal Governo Conte.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale la situazione dell'Italia e le prospettive della Brexit sono questioni "di importanza sistemica", spiega in conferenza stampa il consigliere economico del Fmi Maurice Obstfeld, sottolineando come per il nostro paese "c'è un imperativo reale nelle scelte di politica fiscale a mantenere la fiducia dei mercati". La crisi in Argentina si presenta peggiore delle attese, con il Pil atteso contrarsi nel 2018 del 2,6% rispetto a una precedente stima di una crescita dello 0,4%. Si tratta della crescita piu' bassa fra i Paesi dell'Area euro.

PRESERVARE RIFORME PENSIONI E LAVORO "In Italia le passate riforme pensionistiche e del mercato del lavoro dovrebbero essere preservate e ulteriori misure andrebbero perseguite, quali una decentralizzazione della contrattazione salariale per allineare i salari con la produttivita' del lavoro a livello aziendale".

Le stime del Fondo sull'economia italiana fissano inoltre l'inflazione all'1,3% quest'anno e all' 1,4 nel 2019 mentre continuerebbe la parabola discendente della disoccupazione che dall'11,3% del 2017 quest'anno scenderebbe al 10,8% e nel 2019 al 10,5%. E' necessario "assicurare che la crescita sia inclusiva à più importante che mai".