Allarme a Napoli, registrati due casi di colera

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I due, migranti residenti a Sant'Arpino e rientrati da poco dal Bangladesh, sono ricoverati all'ospedale Cotugno di Napoli. Infatti tutti i familiari e le persone che potenzialmente sono state e contatto con le due persone infettate sono state portate in ospedale per dei controlli e per verificare se sono state contagiate.

Secondo i dati dell'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, si tratterebbe dei primi casi che si sono verificati in Italia dal 2008.

"La situazione è del tutto sotto controllo" ha detto Antonio Giordano, commissario straordinario dell'Azienda Ospedaliera dei Colli Monaldi - Cotugno - CTO su Repubblica.

Le condizioni dei due pazienti sono stazionarie e nel frattempo sono state attivate tutte le procedure e i protocolli sanitari previsti in questo caso. La trasmissione può avvenire per ingestione di acqua o alimenti contaminati dal batterio, mentre il contagio è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali. La violenza di quell'epidemia - dovuta forse anche al fatto che nessuna si aspettava il ritorno di una malattia del genere visto che l'ultimo caso si era registrato nel 1884, trovo impreparata la città partenopea e quella pugliese che, però, seppero reagire al dramma con una massiccia campagna di vaccinazione, limitando così i potenziali effetti dannosi della malattia. Il vibrione del colera è stato isolato nelle feci del piccolo paziente di 2 anni, che è trasferito dal Santobono, e sulla mamma.

Per chi non lo sapesse, il colera è una malattia infettiva acuta che riguarda l'intestino.

Le condizioni della donna non destano preoccupazione. Anche in Italia il problema del colera è stato vissuto in maniera intensa, soprattutto perché si tratta di una malattia di "importazione".

A essere colpiti sono stati una mamma e il suo bambino. Ma il direttore del reparto malattie infettive del Cotugno d Napoli Carlo Tascini che ha in cura i due pazienti rassicura "non c'è alcun rischio epidemia".