Cos'è il Naegleria fowleri, l'ameba killer che ha ucciso Fabrizio

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La malattia contrata dal giovane Fabrizio Stabile è detta Naegleria Fowleri, ed è conosciuta - più comunemente - con il nome di ameba mangia-cervello.

Qui i medici non hanno compreso subito che alla base di quel dolore lancinante ci fosse il batterio dell'ameba mangia-cervello (patologia estremamente rara) e hanno avviato una cura pensando che Fabrizio avesse contratto una meningite batterica. Ma come facciamo ad entrare in contatto con questa ameba? Basti pensare che dei 143 casi dal 1962 al 2017 sono appena quattro le persone che sono riuscite a superare il problema. Quindi si può arrivare a capire che i rischi sono molto bassi, ma quando si contrae questo virus uscirne vivi è davvero molto difficile. In Italia, scrive il Corriere della Sera l'unico caso mai avvenuto risale al 2004 e coinvolse un bambino di 9 anni.

È morto mentre nuotava in una piscina in Texas, il 29enne Fabrizio Stabile. Una volta tornato a casa nel New Jersey il ragazzo ha iniziato a soffrire di fortissimi mal di testa che l'hanno costretto a degli esami accurati all'ospedale. Dopo aver preso degli analgesici e comuni antidolorifici, Fabrizio è andato a riposare, ma il giorno dopo non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto o a parlare. Purtroppo però al momento della diagnosi era troppo tardi per intervenire con la terapia e il ragazzo non ce l'ha fatta per le complicazioni insorte dall'infezione.

L'AMEBA Il Naeglera fowleri, tra l'altro, a dispetto dei danni che riesce a fare nell'uomo, è un organismo minuscolo: misura solo 20 millesimi di millimetro (micrometri) e può infettare diversi animali, tra cui appunto l'essere umano.

Quando l'ameba entra nel nostro corpo, raggiunge il tessuto cerebrale e la presenza dell'infezione si manifesta con febbre alta, mal di testa, nausea e vomito, che possono trasformarsi in convulsioni, allucinazioni, coma e morte (se non viene trattata immediatamente).

L'infezione causata dalla Naegleria Fowleri è una delle più pericolose per gli uomini, in quanto può causare la meningoencefalite amebica primaria, malattia che colpisce il sistema nervoso e che, se non fermata in tempo, porta alla morte in circa una settimana.