Registrati due casi di colera in Italia: colpiti madre e figlio

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Due casi di colera si sono registrati nella giornata di oggi, mercoledì 3 ottobre, all'ospedale Cotugno di Napoli, nosocomio specializzato nella cura delle malattie infettive. A distanza di dieci anni dall'ultimo caso, secondo quanto riferito dal quotidiano La Repubblica, il problema torna di attualità con i casi di una mamma e di un figlio di appena due anni, rientrati da un viaggio in Bangladesh.

La direzione sanitaria ha provveduto ad allertare la Asl competente attivando tutte le procedure previste dai protocolli. "La situazione è del tutto sotto controllo" ha detto Antonio Giordano, commissario straordinario dell'Azienda Ospedaliera dei Colli Monaldi - Cotugno - CTO. Attualmente, entrambi i pazienti sono in condizioni stazionarie.

Il sindaco di Sant'Arpino, Giuseppe Dell'Aversana, ha confermato i due casi di colera ed ha fatto sapere di aver parlato con i responsabili dell'Asl di Caserta che, al momento, non gli hanno fornito alcuna prescrizione.

La donna sembra non destare troppe preoccupazioni, ma il bambino è stato fino a questa mattina in rianimazione.

"Il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri della specie Vibrio Cholerae, provoca diarrea profusa causata dall'infezione dell'intestino e, spesso, è asintomatica o paucisintomatica". Tuttavia, il numero è sicuramente sottostimato, sottolinea la Fondazione Cesmet, Centro studi di medicina tropicale onlus, visto che si calcola che venga segnalato all'Oms solo il 10% dei casi effettivi.In Europa e nei Paesi industrializzati il colera è una malattia di importazione. La trasmissione può avvenire per ingestione di acqua o alimenti contaminati dal batterio, mentre il contagio diretto avviene per trasmissione oro-fecale ed è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali.

Il periodo di incubazione del colera (periodo durante il quale la persona è già stata infettata ma non ha ancora manifestato i sintomi della malattia) va da poche ore a 5 giorni, ma abitualmente è di 2-3 giorni.