Macedonia: premier, non mi dimetto

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La popolazione della Macedonia è stata chiamata alle urne per un referendum di portata storica. Solo il 34% elettori si è recato alle urne, laddove il limite minimo era del 51%.

Il suo leader, Christian Mitskoski, descrive l'esito del referendum come una "luce rossa per accordo", aggiungendo che i cittadini hanno inviato un forte messaggio sulla Macedonia, sulla lingua e sull'identità. Non si escludono elezioni anticipate nel caso di difficoltà nell'iter parlamentare per l'approvazione dell'accordo con Atene. Ma il premier socialdemocratico Zoran Zaev, europeista convinto e grande fautore della consultazione, pur avendo subito una sconfitta politica, non si scoraggia e promette di continuare a battersi per garantire al Paese balcanico l'integrazione in Nato e Ue.

Secondo la commissione, poco più di 666.000 persone hanno partecipato al referendum, che ammonta al 36,91% del numero totale degli elettori. Da Bruxelles - che aveva posto la soluzione sul nome conteso con la Grecia come condizione al cammino di adesione all'Ue - anche il Commissario all'allargamento Johannes Hahn ha invitato in un tweet "tutti i partiti" a tenere conto "con grande senso di responsabilità" della "notevole maggioranza di voti a favore" dell'accordo, nonostante non si sia raggiunto il quorum.

Una disputa, quella sul nome della Macedonia che va avanti da 27 anni, cioè da quando nel 1991 la Macedonia dichiarò la sua indipendenza dalla Jugoslavia scegliendo il nome "Repubblica di Macedonia", lo stesso nome che aveva quando faceva parte della federazione jugoslava.

La firma dello storico accordo tra Atene e Skopje ha concluso un'impasse che ruotava tutta intorno a un nome. Il tassello era fondamentale per il paese, che auspicava all'entrata in Unione Europea e Nato. Per cui all'interno del paese ha trovato fiato la posizione espressa dal presidente Gjorgji Ivanov che, assieme all'opposizione, ha toccato il tasto della svendita parlando di "suicidio politico". La Grecia ha infatti accusato i vicini di essersi appropriati indebitamente della denominazione che contraddistingue già la provincia settentrionale ellenica. Nel suo discorso, Zaev ha detto che se le forze di opposizione si rifiuteranno di collaborare con il governo, la maggioranza potrebbe decidere di invocare nuove elezioni. Contrarie le voci di alcuni intellettuali e studiosi che erano scesi in piazza contro il cambio nome colpevole di negare "la sovranità costituzionale della Macedonia".