Deficit, Tria: "La Ue stia tranquilla"

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Cercheremo di dialogare con Tria. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, intervenendo al suo arrivo all'Eurogruppo. Un valore che, assicura il ministro, scenderà già a partire dal 2020. "In Italia, con i mercati, o tra la Commissione e l'Italia, ma le regole ci sono per essere rispettate, perché sono giuste e proteggono i cittadini dallo spendere troppo per le spese politiche o troppo per il debito". Quanto alle manovre degli altri paesi europei, il governo greco ha anticipato il bilancio del prossimo anno, con un avanzo primario più ampio di quello concordato con i creditori internazionali e una previsione di crescita del 2,5% (Reuters). E le regole sono le stesse per tutti i Paesi, perché i nostri destini sono legati. Considerato che il 15 ottobre, Roma dovrà presentare la manovra nel dettaglio, il consiglio Ue sarà la prima occasione utile per chiederne conto.

Il minsitro delle Finanze Finlandese ha aggiunto: "Guardo con attenzione a quello che sta acadendo in Italia e certamente sono spaventato ma sono sicuro che il governo Italiano sa quello che devono fare e quindi speriamo nel meglio".

Il rientro di Tria spaventa la borsa di Milano, che chiude in negativo.

Per il governo assume "importanza fondamentale la riduzione del debito pubblico", ha ribadito infine il ministro dell'Economia, parlando di un nodo che "va affrontato, indipendentemente dai vincoli, per liberare spazi di bilancio" anche per le riforme fiscali. Alla faccia di chi rimpiange l'Italia impaurita, quella con le aziende e il futuro in svendita.

I due vertici erano appuntamenti di rilievo visto che uno degli aspetti che preoccupa maggiormente gli investitori è proprio lo scenario di escalation di tensione che potrebbe formarsi tra Unione europea e governo italiano.

Anche Salvini respinge l'intervento di Juncker: "In Italia nessuno - dice - si beve le minacce di Juncker, che ora associa il nostro Paese alla Grecia". "Le distorsioni degli attuali meccanismi di sorveglianza multilaterale e delle regole di bilancio vanno superate - ha sottolineato - al fine di debellare le pressioni deflazionistiche ancora oggi evidenti in alcuni paesi membri e ripristinare un clima di ottimismo nelle prospettive dell'Europa".

Di fronte alla preoccupazione per la tenuta finanziaria manifestata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il governo ribadisce che l'impostazione del Def non cambia, il rapporto deficit/Pil resta al 2,4%, non c'è un piano B. La sintesi della giornata è nelle posizioni espresse dal premier Giuseppe Conte, che a mezzogiorno è salito al Colle per ribadire la bontà della manovra economica.

"I soldi ci sono basta farli girare", ha liquidato così la questione il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.