Def, Di Maio: piano investimenti storico

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Un po' perché non c'è alcuna intenzione di andare allo scontro, precisa Di Maio dopo l'"andiamo avanti" di Matteo Salvini di fronte alle eventuali bocciature di Bruxelles, e un po' perché il debito aggiuntivo si pagherà nei prossimi anni "con la crescita".

Il Vicepremier, Luigi Di Maio, attraverso le sue pagine social, ha annunciato che è stata raggiunta l'intesa sulla manovra al 2,4% di deficit sul pil.

Alla vigilia di un lunedì che in molti temono particolarmente turbolento sui mercati, il governo scende in campo a difesa della scelta di innalzare fino al 2,4% il deficit cercando di spiegare le ragioni del nuovo corso e di convincere sull'importanza del fattore 'crescita'. "Infine, dal Mise ci sarà un pacchetto di sburocratizzazione che elimina carte inutili".

La "manovra del popolo", come l'hanno ribattezzata, sarà il "più grande piano di investimenti della storia italiana". "I mercati reagiscono anche per questa demonizzazione", fa notare Di Maio. Riguardo al reddito di cittadinanza, il vicepremier sottolinea: "Non darò un solo euro a una persona che vorrà stare sul divano senza fare nulla". "Facciamo un patto: vai nel centro per l'impiego - spiega -, dove ti impegni per 8 ore a settimana nei lavori utili e intanto ti devi formare per un lavoro". Commentando l'ipotesi circolata relativa alle dimissioni del ministro Giovanni Tria, il capo politico dei 5 Stelle assicura: "Noi lo difendiamo, Tria deve restare al ministero dell'Economia. Si è descritta una situazione non vera", ha detto il ministro pentastellato. "Non so - aggiunge - se il presidente Mattarella sia intervenuto per chiedere a Tria di rimanere". Ma un sassolino dalla scarpa se lo toglie: "Al Mef ho trovato trabocchetti e insidie di chi, invece di fare il proprio dovere, faceva gli interessi dei vecchi partiti". E sul ragioniere generale Daniele Franco, Di Maio conclude: "L'ho visto un sola volta". Ma l'interpretazione in arrivo dall'esecutivo non sembra comunque essere quella di una sfida al settore finanziario o ai tecnici dell'Unione Europea.