Come funziona il blocco per i diesel e gli Euro 3

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Tuttavia, in Emilia Romagna si è deciso di estendere il blocco anche alle auto Euro 4, standard che è rimasto in vigore dal 2006 al 2010.

Le limitazioni alla circolazione infatti non sono uniformi in tutto il Nord. Per quanto riguarda gli autoveicoli diesel Euro 3, non potranno circolare da oggi fino al 31 marzo di ogni anno, dal lunedì al venerdì (esclusi giorni festivi infrasettimanali) dalle ore 7.30 alle 19.30. Il progressivo abbandono dei motori diesel appare però segnato, con le regioni della pianura Padana che hanno stabilito il blocco dei veicoli Euro 4 a partire dal 2020 ed Euro 5 a partire dal 2025. La limitazione del traffico è in vigore dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, senza finestre intermedie, fino al 31 marzo 2019. Un numero ingente di mezzi, che il Sole 24 Ore stima in 1,1 milioni di automobili, che cambierà drasticamente la vita di tutti i giorni, con il rischio di complicazioni per chi si deve mettere alla guida.

In Emilia-Romagna non potranno circolare i veicoli diesel fino a Euro 4 nei giorni feriali dalle 8:30 alle 18:30 in tutti i comuni con più di 30.000 abitanti e in quelli del cosiddetto "agglomerato urbano" di Bologna: Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell'Emilia, Ozzano dell'Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa.

Slittano in Piemonte i divieti anti smog. Oggi potranno quindi circolare liberamente i veicoli Euro 3 diesel.

Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4, Euro 5, Euro 6: io che macchina ho? Il Piemonte, invece, ha deliberato alcune deroghe per particolari categorie e l'applicazione della norme slitterà di una settimana. A stabilirle di volta in volta sono i Comuni, a cui spetta emettere ordinanze di divieto con le disposizioni da rispettare all'interno del proprio territorio.

"Il problema di questo provvedimento - spiega Enrico De Vita, ingegnere esperto di tecnica e mobilità, citato da TgCom - è la mancanza di regole comuni, che dovrebbero essere stabilite da organi centrali, come il Cmr o le Università e non da ciascuna amministrazione".

Non a caso gli assessori delle Regioni coinvolte hanno assicurato che "entro il 2020 l'obiettivo è armonizzare e rendere omogenee le norme e le misure applicate in un territorio che da solo produce il 50% del Pil nazionale e dove vivono 23 milioni di persone". La limitazione, si legge nell'accordo, "si applica prioritariamente nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti presso i quali opera un adeguato servizio di trasporto pubblico locale, ricadenti in zone presso le quali risulta superato uno o più dei valori limite del PM10 o del biossido di azoto NO2". La sanzione prevista per l'inosservanza delle misure di limitazione alla circolazione varia da 75 a 450 euro.