Tesla, la SEC cita Musk per frode, chiedendone le dimissioni

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L'azione, anche se attesa, gela i titoli di Tesla che, nelle contrattazioni after hours, arrivano a perdere oltre l'11%, facendo bruciare a Musk 1,1 miliardi di dollari di sue ricchezza personale. La Sec accusa oggi formalmente Elon Musk e Tesla di frode.

La proposta è stata respinta e adesso Musk dovrà affrontare il giudizio di una corte federale con l'accusa di aver fornito, tramite il suo account social su Twitter, delle informazioni false e fuorvianti ai mercati.

Musk "sapeva, o è stato spericolato nel non sapere" che la propria affermazione era falsa e ingannevole, non avendo indicato le fonti di finanziamento per l'operazione, denuncia l'autorità di vigilanza al tribunale di New York. Ho sempre agito nell'interesse della verità, della trasparenza e degli investitori. "L'integrità è il valore più importante della mia vita e i fatti dimostreranno che non l'ho mai compromesso in alcun modo". La SEC infatti propone per il manager il decadimento dal suo ruolo di amministratore delegato di una società quotata.

Ciò che è stata accertato è che Musk aveva effettivamente discusso, intorno alla fine di luglio, di privatizzare Tesla. Negli ultimi mesi però il rapporto fra Musk e Wall Street si è deteriorato, con il CEO di Tesla che si è lasciato andare a scatti d'ira contro gli analisti della comunità finanziaria. Musk aveva assicurato che i fondi per l'operazione erano disponibili. Quel numero - è la tesi dell'autorità - ha a che fare con la cannabis (sostanza che per altro lui ha fumato a settembre durante un podcast popolare in Usa, gesto punito dal mercato con un sell-off del titolo). Inoltre, semprese secondo la Sec il riferimento a '420' riportato nel messaggio più che essere legato al valore di Tesla è riferito alla "cultura della marijuana", nella quale 420 è il nome in codice per riferirsi al fumare marijuana. Il titolo Tesla aveva chiuso la seduta di ieri in calo dello 0,67% a 307,52 dollari.